Watchmen

MV5BY2IzNGNiODgtOWYzOS00OTI0LTgxZTUtOTA5OTQ5YmI3NGUzXkEyXkFqcGdeQXVyNjU0OTQ0OTY@._V1_SY1000_CR0,0,666,1000_AL_

Watchmen – USA 2009 – di Zack Snyder – fantascienza/avventura/azione – 163′

Scritto da Alessandro Pascale (fonte immagine: imdb.com)

In un 1985 alternativo, Nixon è presidente degli Stati Uniti al suo quinto mandato e il mondo è sull’orlo di una crisi nucleare: l'”Orologio dell’apo- calisse” è regolato a mezzanotte meno quattro. Esistono dei super-eroi (chiamati Watchmen, “Guardiani”), ma sono stati banditi a causa di un decreto del governo.

Un uomo precipita dall’alto di un palazzo di New York e una goccia di sangue macchia per sempre un sorriso. Edward Blake, noto come Il Co- mico, è morto: non è più tempo di scherzi. Rorschach, l’ultimo giustiziere mascherato ancora in attività, indaga sulla sua morte. Convinto che Blake sia solo il primo della lista e che qualcuno stia complottando contro gli avventurieri in costume, si deve affrettare ad avvertire gli ex compa- gni, ridotti all’inattività dal Decreto Keene: Jon Osterman (alias Dottor Manhattan), il deterrente nucleare in mano agli Stati Uniti, e Laurie (Spettro di Seta), la sua ragazza; il fedele amico Dan (Gufo Notturno); l’uomo più intelligente del mondo, Adrian (Ozymandias). Chi ha ucciso il Comico, e perché?

Partiamo da un presupposto credo basilare: non ho letto la graphic novel di Alan Moore e Dave Gibbons da cui il film è ispirato. Sacrilegio? Dite quello che volete, fatto sta che il resoconto che seguirà esulerà completa- mente dalla questione film fedele/film necessariamente diverso/ecc… Par- tiamo, come di consueto dal regista: Zack Snyder. Quello di 300. E prima di 300 quello del remake L’alba dei morti viventi. Un regista che dire discusso è dir poco, ma che a parere del sottoscritto si è meritata- mente conquistato con 300 un posto di rilievo non da poco nel cinema americano d’azione e blockbuster.

Merito soprattutto di un’estetica strettamente debitrice proprio del mondo graphic novel, filone sdoganato negli ultimi anni dal fondamentale Sin City. Watchmen in un certo senso è la prosecuzione ideale di 300, perlo- meno dal punto di vista stilistico, ed ha dalla sua una sceneggiatura che per merito del fumetto è davvero incredibile e spettacolare, roba che ti fa venir voglia di uscire di casa e sputtanare lo stipendio di un mese per la serie completa di dieci albi realizzati da Moore. Si può quindi dire che l’opera- zione cinematografica sia riuscita? Pur non avendo letto il fumetto credia- mo che la risposta sia ampiamente positiva.

Watchmen è un film prepotentemente spettacolare e commovente. A partire da quei tanto elogiati cinque minuti iniziali dei titoli di testa che pa- iono un capolavoro nel capolavoro, roba che meriterebbe una recensione a parte come fece qualche anno fa Baricco con l’inizio di Natural Born Killers. Gilliam aveva messo naso nella sceneggiatura a suo tempo e aveva concluso che non si poteva scendere sotto le otto ore di film. Snyder li riduce a due ore e mezza. Ne esce un film denso, pieno, di una solidità tale da far ricordare Il cavaliere oscuro di Nolan. A differenza di quello però le figure risultano più plastiche, l’estetica più immediata e slanciata, gli umori più decadenti e degradati.

Il mondo di Watchmen, inutile dirlo, è incredibilmente affascinante, sia per la sua fantascientifica realtà storico-politica (Nixon presidente ancora nel tardo 1985?!), sia per l’ambigua caratterialità dei Watchmen, personag- gi affamati di giustizia ma prima di tutto umani, e come tali anch’essi incli- ni al peccato, alla violenza, alla distruzione. Il cast è calibrato a dovere: Jackie Earle Haley nel ruolo di Rorschach lascia senza fiato, Edward Blake (Il Comico) trova la giusta ispirazione rifacendosi molto allo stile di Robert Downey Jr, aggiungendoci quel cinismo e quella cattiveria ne- cessari. Patrick Wilson (Gufo Notturno), Matthew Goode (Adrian, alias Ozymandias) e Malin Akerman (Spettro di Seta) si ritagliano un posticino importante con una bona dose di personalità.

Le scelte registiche di fondo poi sembrano tutte azzeccate, a partire dal sa- piente utilizzo dello slow-motion nei combattimenti, passando per le co- reografie urbane da noir post-hippie e per una violenza splatter spesso gratuita ma mai disturbante o esagerata (nonostante qualche leggero mal di pancia sul piedino della bimba in pasto ai cani e sulle braccia tosate di netto a un ciccione in carcere) fino all’incantevole incedere di una storia mai pesante né troppo frivola (non ci si attacchi troppo al pene in bella vista del dottor Manhattan o alla scena di sesso tra Dan e Laurie please), ma perfettamente scorrevole fino al punto d’arrivo. Se uno vuole di difetti se ne possono trovare, ma francamente l’impressione è che ancora una volta si sia riusciti a combinare in maniera sublime necessità di blockbuster e autorialità artistica.

Voto: 9

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: