The Void: il vuoto

the void il vuotoThe Void – USA/UK/Canada 2016 – di Jeremy Gillespie/Steven Kostanski – horror/fantascienza – 90′Scritto da Beatrix Kiddo (fonte immagine: imdb.com)

Un agente di polizia incontra un giovane in una strada isolata. E’ ferito, coperto di sangue. Per curarlo l’agente lo porta all’ospedale più vicino, un vecchio nosocomio in dismissione a causa di un incendio dove lavora anche l’ex moglie dell’agente. Presto lo staff e i (pochi) pazienti si troveranno assediati all’esterno da misteriose figure incappucciate, intenzionate ad impedire l’uscita dei malcapitati, e all’interno da infernali scremature.

Quando si parla di cinema horror, penso sia necessaria una estrema cautela. Si tratta, a mio parere, di un genere con davvero moltissime sfumature e a  cui, generalmente, ci si approccia in modo molto personale. Alcune pellicole poi, recentemente mi viene in mente Le streghe di Salem di Rob Zombie, hanno scatenato veri e propri, nonché a volte eccessivamente infuocati, dibattiti. Il debutto di Jeremy Gillespie e Steven Kostanski ha scatenato entusiasmi che, personalmente, non mi sento di condividere del tutto.

Non si tratta di un brutto film, nel genere c’è decisamente di peggio, ma qualche perplessità  alla fine la lascia. I due, non proprio sprovveduti, hanno curato make up e direzione artistica di parecchi film, di questo bisogna darne il merito, omaggiano tanto film di genere caro a noi “giovani degli anni ottanta”.

Soltanto in un modo così pesantemente derivativo da rasentare il plagio.

L’inizio è sfolgorante. Un tributo grande come una casa a John Carpenter, atmosfere, ambiente, personaggi, musica persino rimandano, ma sarebbe meglio dire gridano, a Distretto 13 ed altri capolavori del maestro. Peccato l’entusiasmo sia scemato man mano che il film andava avanti. Perché dopo Carpenter passiamo a salutare gente come Barker, capace di popolare i miei incubi di ragazzina, o Stuart Gordon, e da qui in avanti ho trovato The Void: il vuoto decisamente meno interessante. Da appassionata non si può che apprezzare l’uso di effetti speciali “artigianali” a base di trucco, animatroni e pupazzi, disgraziatamente però i due oltre il festival gore, tra l’altro sempre in penombra, non vanno. Il film alla fine mi è parso incredibilmente confuso, Gillespie e Kostanski buttano nel calderone personaggi e situazioni un pochino a casaccio. Il risultato potrebbe, o vorrebbe, essere una gigantesca metafora gore sulla impossibilità di andare avanti dopo il più terribile dei lutti. Purtroppo il risultato tende alla confusione generale.

The Void: il vuoto vorrebbe essere potente, sconvolgente, disgustoso. Gillespie e Kostanski invece a volte sembrano tenere il freno a mano tirato. Imboccano tante strade senza portare da nessuna parte, appiccicano buone idee ma non gli danno troppa forma e alla fine spesso ci si trova confusi, nonché un po’ annoiati, nel tremore generale.

Voto: 6

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