Edge of Tomorrow – Senza domani

edgeoftomorrowEdge of Tomorrow – USA/Canada 2014 – di Doug Liman – fantascienza/azione/avventura – 113′Scritto da Alessandro Giovannini (fonte immagine: imdb.com)

William Cage (Tom Cruise), tenente colonnello dell’esercito degli Stati Uniti, uomo pavido che non è mai stato in battaglia e si è sempre occupato di pubbliche relazioni, vede la sua vita cambiare radicalmente con l’avvento di un’invasione aliena su scala planetaria: in poco tempo i Mimics mettono a ferro e fuoco l’Europa, ed il mondo sembra spacciato. A Verdun però, grazie al coraggio ed alla determinazione della soldatessa Rita Vrataski (Emily Blunt), divenuta immediatamente una leggenda vivente, gli umani riescono a frenare l’avanzata degli invasori; dopo questa vittoria l’esercito americano sta preparando uno sbarco in Europa su grande scala per mettere definitivamente fine alla guerra, così gli alti comandi decidono di mandare nelle prime linee anche una squadra tv per documentare l’evento, tra cui il terrorizzato Cage che fa di tutto per non andarci e ci viene spedito con il marchio infamante di disertore. Il giorno della battaglia si rivela essere una disfatta per gli umani, e lo stesso Cage muore pochi istanti dopo l’inizio dell’attacco. Ma la sua vita non finisce qui: nel momento stesso della morte viene catapultato indietro nel tempo di circa 24 ore, condananto a ripetere in eterno quel terribile giorno. Come fare per interrompere il time-loop che lo condanna a morire ogni giorno? E come fare a vincere la battaglia e la guerra?

Tratto dal romanzo All You Need is Kill di Hiroshi Sakurazaka (da cui è stato tratto un manga ad opera di Ryosuke Takeuchi e Takeshi Obata), Edge of Tomorrow è una gradita sorpresa nel panorama dell’action fantascientifico americano degli ultimi anni. E’ un periodo in cui negli USA si sta riscoprendo la fantascienza, forse grazie all’impulso Nolan-iano di Inception e Cameron-iano di Avatar. Se però negli anni scorsi i risultati in termini di innovazione del genere e di originalità di sceneggiatura sono stati assai carenti (vedasi Prometheus, Elisyum ed Oblivion, quest’ultimo pure con Tom Cruise che si dev’essere divertito tanto da rituffarsi immediatamente nel genere), e la tanto attesa nuova trilogia di Star Wars ormai alle porte (che concluderà un progetto ormai quarantennale) l’ultima fatica di Doug Liman (il suo progetto più ambizioso ed il più strettamente appartenente al genere Sci-Fi) è un concentrato di idee classiche del genere (in primis i viaggi nel tempo, in secundis l’invasione aliena) rielaborate in modo particolarmente creativo, con un occhio attento proprio alla fase di scrittura, vero tallone d’Achille delle opere precedentemente menzionate (per la saga di George Lucas la critica riguarda principalmente gli episodi I e II).

Curiosa anche la coincidenza con l’uscita nelle sale del nuovo Godzilla: entrambi i film sono tratti da precedenti opere giapponesi; il cinema americano deve guardare oltre i propri confini per riuscire a svecchiarsi un po’? Tuttavia il film sul lucertolone è stato abbastanza deludente, a contrario di questo. Tom Cruise interpreta un personaggio diverso dai suoi canoni abituali, un meschino e mediocre essere umano senza qualità che si riscatterà col procedere della pellicola; è una scommessa vinta, quella di Cruise: arrivare alla sua solita auto-celebrazione passando per una costruzione del personaggio accattivante, con un percorso che lo rende simile al protagonista de L’ultimo samurai: da anti-eroe ad eroe grazie al campo di battaglia, in un’esaltazione di virtù guerriere che contrassegna tutto il cinema action made in USA. Non mancano i tocchi tipicamente giapponesi: gli esoscheletri (presenti anche nel recente Elisyum ma riminiscenti di quelli di Matrix e addirittura di Aliens, e nati dalla fantascienza nipponica), la mescolanza tra sci-fi ed elementi più antichi (la guerriera interpretata da Emily Blunt combatte con un surrogato di spada medievale, come molti personaggi del franchise videoludico/filmico Final Fantasy); il film inoltre fa proprie alcune caratteritische dei videogiochi, come la ripetizione del livello ed i boss finali. Infine il time-loop: anch’esso topos del genere, ha fra i più recenti esempi di applicazione al cinema fantascientifico quello di Source Code (2011), dove però ha una valenza e delle meccaniche diverse.

A livello narrativo Edge of Tomorrow offre una piacevole varietà che non disdegna parentesi umoristiche e cambia spesso le carte in tavola, giocando soprattutto con il numero delle ripetizioni temporali: non sempre lo spettatore è in grado di capire quante volte un avvenimento è stato ripetuto, il che lo pone in una condizione talvolta onniscente, talvolta ignara, contribuendo a mantenerne viva l’attenzione. Menzione speciale va al reparto costumi (gli esoscheletri sono corazze da varie decine di chili real- mente indossate dagli attori) e scenografia (4 i mesi di lavoro per creare il set della spiaggia, al quale è stato poi aggiunto un green screen della ragguardevole dimensione di 500 metri!), mentre per la prima volta nella storia della cinematografia è stato concesso da Londra un atterraggio in elicottero nel bel mezzo di Trafalgar Square. Il livello degli SFX è ottimo e anche il 3D è stato implementato in modo soddisfacente (vedasi il finale del film rapportato al finale di Godzilla: entrambi notturni ed ombrosi, con una resa pessima nel secondo caso e più che dignitosa nel primo). Un po’ deludente invece il reparto alieno, dalle sembianze troppo simili a quanto già visto in molti film passati; la colonna sonora è efficace, ma non memorabile.

Voto: 7

 

 

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