Godzilla

godzillaUSA/Giappone 2014 – di Gareth Edwards – fantascienza/azione/avventura – 123′Scritto da Alessandro Giovannini (fonte immagine: imdb.com)

Ford (Aaron Taylor-Johnson) marine artificere, deve lasciare moglie e figlio a San Francisco per andare in Giappone dove suo padre (Bryan Cranston) è stato arrestato per essere entrato in una zona proibita perchè radioattiva. Il padre è un ex ricercatore che perse la moglie in un incidente di laboratorio 15 anni prima; incidente causato, secondo lui, da misteriose creature la cui esistenza il governo cerca di negare.

E’ del 2016 l’ultimo film giapponese di Godzilla (Shin Godzilla), il 29esimo di una delle più lunghe saghe cinematografiche di sempre (prodotta dalla Toho), nata nel 1954 con il seminale film di Ishiro Honda, specialista in film di mostri giganti (kaiju eiga) e collaboratore creativo di Akira Kurosawa negli ultimi anni di attività. E gli americani? Ci avevano già provato una volta, quando nel 1998 Roland Emmerich ne diresse una sua personale versione tutto sommato dimenticabile (pur se dignitosa nel suo innegabile senso dello spettacolo); lo scarso successo di pubblico non ripagò lo sforzo. Dopo il 2004 la Toho comunicò la volontà di prendersi un decennio di pausa prima di rispolverare il suo mostro di punta, ed ha deciso per l’occasione di dare ancora una possibilità agli americani, ceden- do di nuovo i diritti su Godzilla e chiamando come produttore esecutivo Yoshimitsu Banno, già regista nel 1971 di uno degli episodi più interessanti dell’intera saga, Godzilla – Furia di mostri. La regia è in mano a Gareth Edwards, specialista si SFX alla sua opera seconda dopo l’indie Monsters del 2010.

E’ un peccato che il risultato di anni di attesa non sia all’altezza delle aspettative. La tecnica ha fatto indubbi passi avanti rispetto al film del ’98 (non faccio paragoni con i film giapponesi, notoriamente più rozzi tecnicamente e quasi del tutto prividi elementi in CG), e piuttosto che rifarsi a classici tipo Jurassic Park come fece Emmerich, Edwards adotta come modelli di riferimento i più recenti Cloverfield, World Invasion e Pacific Rim, tentando cioè di conferire un aspetto più realistico possibile al film, anche se questo significa per forza di cose nascondere i mostri dietro nuvole di fumo, suggerirli più che mostrarli, rendendo un gran torto a Godzilla che pare un personaggio secondario, subordinato rispetto agli umani, invertendo l’equilibro proprio dei film nipponici che raggiungevano l’acme nelle battaglie tra i mostri; qui la battaglia finale tra Godzilla ed i suoi avversari (sì, ci sono altri mostri oltre a lui, anzi si vedono di più gli altri!) è assolutamente striminzita, per far posto non a grandi idee di sceneggiatura, ma al più scontato racconto di eroismo del soldato macho americano senza macchia che vuol tornare dalla sua donna e dal suo marmocchio.

E’ proprio la sceneggiatura il punto debole del film, che non ce la fa mai a mettere in scena personaggi interessanti (e quando sembra farlo, li fa morire!); voglio essere ancora più chiaro: nei film giapponesi della saga la parte umana del cast era rappresentata da personaggi più o meno simpatici, più o meno ben scritti, spesso strampalati e coinvolti in assurde e divertenti storie a tema spionisitco/fantascientifico/sentimentale che offrivano una cornice di volta in volta diversa a quello che era il fulcro centrale del film, cioè la lotta tra i mostri. Nel momento in cui si decide di fare l’inverso, cioè di sacrificare in parte il protagonismo dei kaiju in favore della componente umana della storia, è evidente che tale componente debba diventare molto più approfondita ed articolata per compensare la carenza scopica dei mostri. Proprio in questo il film fallisce, apparendo nè più nè meno come uno degli innumerevoli disaster movies americani degli ultimi anni, cosicchè anche le suggestive sequenze presenti (specie il paracadutaggio sulle note del requiem di Lygeti di Kubrick-iana memoria) appaiono soffocate da un mare di banalità narrative e di dialoghi in stereotipese.

Aggiungo infine che la mia impressione sull’implementazione del 3D non è buona: l’ultima mezz’ora, tutta in notturna, è davvero troppo scura e mi ha affaticato un po’ la vista.

Voto: 5

 

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