LIU BOLIN, uomo invisibile

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Dal 2 marzo la prima antologica fotografica dedicata allartista cinese, icona pop

Scritto da Sarah Panatta (fonte immagine: Sarah Panatta, Silvia Zacchi)

Dalla lotta civile pacifica alle partnership patinate Liu Bolin si camuffa, protegge, intromette, esclude/include, arrende, immerge, tra ribellione e decorazione scenica, “dentro” il mondo e i suoi mondi. Dalla periferia est di Pechino, per difendere dalla devastazione il suo villaggio, dimora di molti artisti, alla Ferrari, dai tot shop più fashion, alle “strisce” Missoni, dalle stelle europee ai ghiacci antartici.

Il maestro del camouflage, colui che ha letteralmente girato il globo con la sua squadra tra fotografi e artisti del body-painting per integrare, mimetizzare totalmente o quasi, il proprio corpo tra paesaggi urbani, naturali, umani, in mostre al Vittoriano, nell’Ala Brasini, in 70 fotografie che ne narrano dieci anni di carriera e viaggio (interiore).

“…Invece di dire che scompaio nello sfondo circostante, sarebbe meglio dire che è l’ambiente che mi ha inghiottito e io non posso scegliere di essere attivo o passivo…”dice Liu Bolin. Come un fantasma, un messaggero trasparente apparentemente silenzioso, un intruso, un vagabondo invisibile, mina vagante di mondi in conflitto, Liu Bolin si è fuso tra scaffali di supermercati e stoffe, barconi e miserie, macerie e studi di alta moda, monumenti classici e sale simboliche, cumuli di rifiuti e preziose porte proibite.

Egli si misura con contesti contemporanei, con i drammi e le ironie della migrazione, del mercato globale, dei nuovi linguaggi culturali, cercando la propria identità ma soprattutto ponendo domande sull’identità del tutto, di tutti, di ciascuno, oscillando egli stesso tra outsider e prodotto di quel mercato e delle sue innovazioni, deviazioni, deformazioni.

Nascosto nel mondo, non dal mondo.

A cura di Raffaele Gavarro, Liu Bolin – The Invisible Man è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la Galleria Boxart di Verona, con il patrocinio della Regione Lazio – Assessorato alla Crescita Culturale e della Fondazione Italia Cina.

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