Cinema novo

cinema novoBrasile 2016 – di Eryk Rocha – documentario – 92′Scritto da Elena Rimondo (fonte immagine: imdb.com)

Negli anni ’60 il cinema brasiliano fu travolto da un rinnovamento che prese il nome di Cinema Novo. Il documentario di Eryk Rocha ripercorre quella stagione rivoluzionaria attraverso le immagini più significative dei film prodotti negli anni ’50-’60 e le interviste ai protagonisti del movimento.

Come riuscire a fare un documentario che parla non solo di un movimento cinematografico degli anni ’60, ma anche, e soprattutto, della situazione del cinema oggi? Eryk Rocha, figlio di Glauber Rocha – uno dei padri fondatori del Cinema Novo – è il regista di questo documentario interamente costituito da materiali d’archivio, ma che, nonostante ciò, sembra interrogare il presente. Le immagini dei film che hanno portato alla consacrazione del Cinema Novo si alternano a spezzoni di interviste ai registi stessi risalenti agli anni ’60 o poco dopo. Non si tratta, però, di un semplice montaggio di documenti d’epoca, ma di una ricostruzione che getta nuova luce su uno dei movimenti neorealisti più vitali ma meno conosciuti degli anni ’60. Una ricostruzione che, tuttavia, suscita interrogativi sullo stato del cinema attuale, sul rapporto tra registi e pubblico, sul ruolo del cinema nella politica e nella società, sulla capacità del cinema di influire sulla storia. Come dice ad un certo punto Joachim Pedro de Andrade, con il loro modo di fare cinema i registi del Cinema Novo hanno riempito un vuoto, per cui viene da chiedersi se oggi esistano ancora delle vie inesplorate nel cinema. L’originalità dei protagonisti del Cinema Novo consisteva, sicuramente, sia nella forma che nel contenuto, ma quel che nel documentario viene messa in luce è soprattutto la totale libertà espressiva. Pur non condividendo stili e modi, gli esponenti del gruppo trovavano nella libertà e nella condivisione di idee i presupposti per formare un gruppo in continuo fermento. Altro denominatore comune, l’ostinazione a sfidare le sale vuote. A sentire i discorsi sul problema del monopolio esercitato dai film hollywoodiani, si ha l’impressione che, dagli anni ’60 ad oggi, non sia stato fatto molto per ampliare l’offerta cinematografica. Oggi, come allora, l’ostacolo ai film impegnati è rappresentato dal sistema distributivo, oltre che dalla perenne mancanza di mezzi economici (altro problema che affliggeva il Cinema Novo e tante altre avanguardie). L’unica cosa che non scarseggiava era la materia prima, ovvero le storie da raccontare, anche se poi i protagonisti di quelle storie non mostravano, paradossalmente, alcun interesse per le stesse. Questo è, purtroppo, il destino di molti pionieri, rivoluzionari e utopisti.

Voto: 7

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