Hitler contro Picasso e gli altri

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Hitler versus Picasso and the Others – Italia/Francia/Germania 2018, di Claudio Poli

documentario – 94′

Scritto da Sarah Panatta (fonte immagine: comingsoon.it)

Purezza, imponenza, bellezza. La grande degenerazione del Reich nel documentario evento firmato da Claudio Poli, voce off Toni Servillo

Dal 1937, anno della prima grande mostra contro l’arte “degenerata” inizia la depredazione di decine di migliaia di opere d’arte dei più grandi artisti internazionali, da Picasso e Monet, da parte del Reich, che tramite mercanti e agenti, politica e mercato clandestino, accumulò un tesoro incommensurabile, negli anni solo in parte recuperato da legittimi proprietari, musei, comunità civile.

“La gente vuole trovare un senso a tutto e tutti. Questa è la malattia della nostra epoca” rifletteva Picasso. Un’epoca avida e inferma. Un’epoca di dittatura del pensiero e di deflagrazione degli ideali. Alla quale l’Arte e il suo/nostro universo, non è rimasta immune. Anzi carnefice e insieme vittima esemplare, cadavere squisito.

Come ti depredo l’arte mondiale: il Reich che defraudò una intera cultura e sua identità. Classicismo stereotipato VS innovazione, Bello VS Degenerato. Guerra spietata contro la libertà e la sua rivendicazione. Quattro mostre per ricordare e recuperare. Parigi, Deventer, Berna, Bonn. La collezione segreta di Cornelius Gurlitt, figlio di uno dei più importanti mercanti d’arte e collaborazionisti del regime nazista, riemersa dopo decine di anni dalla fine della II GM. Come lui storia e storie di figli “di”, che ritrovano i tesori sottratti alle proprie famiglie. Questo il pretesto e l’incipit.

Se come diceva Picasso, l’arte non è fatta per decorare pareti ma per scardinare e difendere dall’orrore, pur rappresentandolo, l’Arte è specchio e arma non violenta, simbolo e sintomo di libertà, pretesa, negata, riacciuffata. Come narrano la voce implacabile e il corpo in controluce e quasi atavico, di Toni Servillo, in Hitler contro Picasso e gli altri. Documentario che in un montaggio paziente ed elegantemente sintetico, rievoca l’epos talvolta rocambolesco, strategico, oscuro, attraverso il quale Hilter e i suoi, a partire dal 1937, depredarono la “grande bellezza” dell’Europa, scarnificando intere nazioni della loro umanità, fin nelle viscere, deportando anche letteralmente gli oggetti iconici della loro espressione artistica.

L’uomo rifiutato due volte dall’Accademia di Belle Arti di Vienna pensa al museo dei musei, nella sua Linz, e al contempo, l’altrettanto ossessionato secondo del Reich, Goering, allestisce il suo museo personale, una pinacoteca che valeva milioni di euro. Sullo scenario dell’Olocausto, storia di centinaia storie, dietro ogni opera un percorso di viaggi, scambi, giochi di potere, la lotta di molti proprietari per tornare in possesso di ciò che era stato sottratto ai propri avi durante la Guerra. Tutto inizia nel 1937 con le mostre sull’Arte Degenerata, dai surrealisti ai cubisti, dagli impressionisti alle avanguardie, organizzata dal Reich; dall’altro lato la grande esposizione dell’Arte Germanica e la contesa intestina tra Hitler e Goering per il patrimonio artistico europeo. Un conflitto di identità per la supremazia e il controllo “totale” o meglio “finale”. Parte dell’imponente congerie di opere rubate fu ritrovata nel ’45 dagli americani nel sistema di gallerie sotterranee costruito per la collezione del Fuhrer. Il resto fu solo in parte ritrovato negli anni.

Chagall, Matisse, Monet, Vermeer, Klee, Kokoschka, Goya, Dix, Picasso. Arte come fonte di informazione, di controllo, di acquisizione e detrazione di potere, arte defraudata, rapita, nascosta, come spiegano Pierre Assouline, giornalista e scrittore, Jean-Marc Dreyfus, storico e autore del libro Il Catalogo di Goering, Timothy Garton Ash, storico, Berthold Hinz, storico dell’arte,  Meike Hoffmann, esperta di arte degenerata e della vicenda Gurlitt, autrice principale della biografia di Hildebrand Gurlitt Il mercante d’arte di Hitler, Eva Kleeman e Daaf Ledeboer, storici dell’arte e ideatori della mostra Looted Art di Deventer, Markus Krischer, giornalista di Focus che ha seguito l’inchiesta su Cornelius Gurlitt, Agnieszka Lulińska, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Bonn, Bernhard Maaz, direttore generale delle Bayerische Gemäldesammlungen, Christopher A. Marinello, mediatore nel recupero di opere d’arte, Art Recovery International, Inge Reist, direttrice del Frick Collection’s Center for the History of Collecting presso la Frick Art Reference Library, New York, Elizabeth Royer, gallerista parigina, esperta di restituzioni, Marei e Charlene von Saher, eredi del gallerista Jacques Goudstikker, Cynthia Saltzmann, storica dell’arte e autrice del libro Ritratto del dottor Gachet. Storia e avventure del capolavoro di Van Gogh, Tom Selldorff, erede, Christina Thomson, storica dell’arte e co-curatrice della mostra su Rudolph Belling, Anne Webber, cofondatrice e condirettrice Commition for Looted Art in Europe, Rein Wolfs, a guida della Bundeskunsthalle di Bonn e co-curatore della mostra su Gurlitt a Bonn, Nina Zimmer, direttrice del Kunstmuseum Bern – Zentrum Paul Klee e co-curatrice della mostra su Gurlitt a Berna.

A distanza di 80 anni sul grande schermo un documentario-evento di potente nitore visivo e di estrema compattezza concettuale, una narrazione classica e puntuale, tra History Channel e Sorrentino, con la colonna sonora originale firmata da Remo Anzovino.

Voto: 8

 

 

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