C’era una volta la terra

c'era una volta la terraItalia 2018 – di Ilaria Jovine & Roberto Mariotti – documentario Scritto da Lorenzo Ceotto (fonte immagine: terolionline.it)

“La terra è un fatto di anima”, in queste parole di Francesco Jovine (1902-1950) si riassume il pensiero da cui si sviluppa tutto questo C’era una volta la terra, un documentario sul meridione ed un tributo al giornalista e scrittore neorealista molisano che ha saputo raccontare il Mezzogiorno come pochi nella storia italiana. I temi della sua opera sono la questione meridionale, la terra e le lotte contadine.

Il film ispirandosi al suo approccio cronistico e poetico va ad indagare queste tematiche nel sud di oggi, scovando nel presente quel legame tra uomo e terra che lo scrittore ha sempre raccontato sapientemente nei suoi scritti. Un lungometraggio autoprodotto e girato tutto in Molise curato dalla nipote del giornalista molisano, Ilaria Jovine che ha lavorato negli ultimi due anni al progetto insieme a Roberto Mariotti che insieme ne firma la regia.

Gli scritti di Jovine accompagnano le immagini, narrate con profonda misura dalla voce fuoricampo di Neri Marcoré. Si racconta il legame dell’uomo con la terra, la dedizione alla sua terra. La terra che è anche quella sostanza eterna e mistica che da vita. Immagini e suoni sono molto evocativi, tra passato e presente, tradizione, usi e costumi. La presenza della fede e dell’icone sacre non viene trascurata, parte integrante dell’italianità, ma soprattutto di una certa provincia del mezzogiorno, dove è bello anche mettere a nudo rituali ancestrali e superstizioni. La bellezza di Jovine era la capacità unica nel realismo e nella verdicità di raccontare la realtà contadina molisana, così come le immagini di questo documentario in grado di portare in risalto, come faceva lo scrittore di Guardalfiera, il racconto di una realtà prima regionale e soprattutto squisitamente paesana.

Non è un film solo su questa dimensione lirica e filosofica, ma è anche un documentario che si fa di denuncia, a proposito di un Mezzogiorno troppe volte abbandonato, maltrattato, un documento di storia economica che trova linfa nelle immagini dei dissesti e delle situazioni di crisi odierna. I diritti dei lavoratori, i nuovi braccianti, il tema attuale delle migrazioni che viene messo al confronto con le migrazioni in uscita della prima metà del novecento e trascritte da Jovine, e giustapposte ai nuovi migranti di oggi.

Tutto questo ricordando l’importanza del rispetto della natura e del pianeta: l’attenzione per l’ambiente è fondamentale, salvaguardando la sostenibilità su più fronti.

I due autori quindi compongono un lavoro che è pieno di ottimi motivi e buoni intenti, impegnato e divulgativo di valori e vigore etico, oltre che tributo alla memoria e alla storia. Molto belle anche le musiche originali di Giuseppe Moffa, ottima la canzone ai titoli di coda, ispirata ad uno degli articoli di maggior rilievo di Jovine, “Caccia al Cinese”, con Marcorè che si prende con la sua voce (questa volta cantata) una volta per tutte un ruolo da protagonista.

 

Voto: 7

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: