La truffa dei logan

la truffa dei loganLogan Lucky – USA 2017 – di Steven Soderbergh – commedia/drammatico – 118′Scritto da Sarah Panatta (fonte immagine: imdb.com)

Jimmy Logan (l’attore feticcio Channing Tatum) è un minatore zoppo e indebitato, che non paga la bolletta del telefonino ed è fortemente legato alla sua figlioletta, regina dei concorsi per piccole Barbie, West Virginia style, e ai suoi fratelli, il barista monco Clyde, due volte reduce dall’Iraq ex campione di football e attuale campione di drink con doppia oliva, e la super sexy giovane Mellie, acconciatrice eccentrica e grande esperta di motori ruggenti. Insieme svoltano la curva piùpericolosa della pista e tramano il loro colpo grosso inaudito, ai danni delle casse di una delle più importanti corse automobilistiche dello Stato.

Sweet Virginia, preparati, arrivano Jimmy e la banda del “bang”!

Motori bollenti per tornare a casa, sulla country road percorsa da veicoli rubati e ironie ruggenti, nel rollback indie del dinamitardo autore della saga degli Ocean’s. La bomba dei contadinotti sta per esplodere, forse, con colpo di scena e ingrediente segreto, ricetta d’autore, by Steven Soderbegh… Orsetti gommosi, profili anti-social, 97mila dollari sotto l’altalena, una lista per ricordare che le cazzate capitano. E poi, un plastico in cartone, un galeotto geniale e bruto, amante delle uova sode (magistrale Daniel Craig), due gemelli diversi di-due-ne-fanno-uno, il sale fasullo, i glitter sotto l’ombrello di Rihanna, il piano A il piano B e le strade secondarie.

Il poliedrico de-genere regista di SolarisTraffic, Contagion, The Informant! etc, ne La Truffa dei Logan, rocambolesca commedia di arti monchi e imprese per tutta la famiglia, realizza un altro colpo grosso sebbene in abiti campagnoli, per un relax programmato quanto il piano della rapina dell’anno, con un cast di divi muscolari trasformati in macchine da risata. Un cinematografico comfort food, rosolato nel barbecue esperto di Steven Soderbergh, con la sua salsa extra original, quella dolce scanzonata depressione del sud americano “bianco”, unita alla fulminante semplice ironia dell’assurdo quotidiano tra trash comedy e Coen in vacanza.

La miseria e la necessità di riscatto, elementi della tragedia classica, sono il motore dell’azione. Dopo il licenziamento di Jimmy infatti i fratelli Logan escogitano da sempliciotti acuti quali sono cresciuti nella sconfinata pacata arretratezza del sud ovest, una rapina senza precedenti al caveau del gran premio automobilistico sponsorizzato Coca Cola, l’attesa Charlotte Motor Speedway, che sta per svolgersi in città (nelle cui viscere Jimmy ha così alacremente prima lavorato). Ordito di trame interrelate il piano, solo apparentemente elementare e goffo, si intreccia tra risse carcerarie fomentate su stereotipi razziali, aggiramento delle pigrizia delle autorità locali e federali (a parte l’indole integerrima della sbirra imprevista, la dura senza paura Hilary Swank), beghe familiari, promesse (im)possibili da mantenere.

Scritto e montato senza sbavature e con eccessi moderatamente credibili, La truffa dei Logan, storia ben ri-costruita ma anche vera, con protagonista il Channing “Magic Mike” Tatum, conosce la levita dell’umorismo più spietatamente americano e insieme soderberghiano, autoreferenziale, e autocitazionista, intrattenimento ad alto tasso di tensione e velocità, scientificamente misurato per il primo film nuovamente “indipendente” (dalle Major classiche ma non da un accurato inevitabile product placement) del maestro degli Ocean.

Voto: 7

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