Il bacio della pantera (Cat People, 1942)

Cat People-USA 1942- di Jacques Tourneur- Horror/Thriller- 72′. Scritto da Antonio Falcone (Fonte immagine: Quinlan.it)

Irena Dubrovna , una bella disegnatrice di moda, crede di essere vittima di un’antica maledizione legata al suo popolo, secondo la quale lasciandosi andare alla passione si trasformerebbe in una feroce pantera. Sposatasi con l’ingegnere navale Oliver, rifiuta di avere rapporti sessuali e a nulla valgono le visite presso un noto psichiatra, che decide però di attuare un estremo tentativo…

Negli anni Quaranta l’horror era un genere ormai consolidato nel mondo cinematografico, poteva vantare tanti sostenitori, ma da tempo si era fossilizzato in saghe dal sapore troppo seriale.Nello stesso periodo prese però piede un nuovo filone che, pur con un budget limitato, riuscì a sviluppare canoni nuovi, volti a superare e ad innovare le consuete tecniche narrative, riscoprendo la creatività degli esordi, i cosiddetti B-Movies; il manager della RKO, Val Lewton, forse spinto più da necessità finanziarie che da intuizioni artistiche, diede il via a quello che verrà definito “horror suggerito”, incentrato più su allusioni e ambiguità che su sangue e violenza, così da coinvolgere l’immaginario degli spettatori.

Primo film con tali caratteristiche fu Il bacio della pantera (Cat People), del 1942, con Jacques Tourneur alla regia e DeWitt Bodeen come sceneggiatore. L’ingegnere navale Oliver Reed (Kent Smith) si innamora di Irena Dubrovna (Simone Simon, stupendamente felina), disegnatrice di moda di origine slava; una volta sposati la donna si rifiuta di avere rapporti sessuali, essendo convinta che su di lei incomba un’antica maledizione legata al suo popolo: lasciandosi andare alla passione si trasformerebbe in una feroce pantera. Oliver, stanco della situazione, si confida con la collega Alice (Jane Randolph), che gli consiglia di far visitare la moglie da un noto psichiatra, il dottor Judd (Tom Conway).

Questi è convinto che Irena soffra di paure legate alla sua infanzia, non crede alla maledizione, e, per averne la prova, la bacerà: la donna si trasformerà in pantera e assalirà il medico, che riuscirà comunque a ferirla a morte prima di soccombere. È un film in apparenza minore ma in realtà ricco di contenuti, un vero vortice di mistero e raffinati sottintesi sessuali, che porta lo spettatore a chiedersi, anche dopo la tragica conclusione, se veramente Irena sia vittima di una maledizione o se sia affetta da problemi psicologici che le impediscono di esprimere la propria sessualità.

Il regista Tourneur è molto abile nell’insinuare tale dubbio, alludendo continuamente senza affermare nulla, alimentando il film con sinistri simbolismi e scene ancora oggi terrificanti ( una su tutte, quella in cui Alice immersa in una piscina avverte la presenza della pantera), dando, con un accorto uso delle luci, un tocco neoespressionista al genere horror.

Vi furono un seguito (The curse of Cat People, di Robert Wise, 1944) ed un remake nel 1982, diretto da Paul Schrader, con Nastassia Kinski nel ruolo di Irena: i moderni effetti speciali e la sensualità della protagonista, non riescono però a creare alcun contatto con quella sottile linea dell’inconscio sospesa tra paura e libertà sessuale ( “Dal peccato divise le due parti dell’essere, l’una e l’altra troveranno debita morte”, recita una voce alla fine del film originale, traducendo i versi che appaiono in sovrimpressione, tratti da Holy Sonnets di John Donne).

 

Voto: 9

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