Loro 1 e 2

Cover 01 Loro 1

Loro 1 e 2- Italia/Francia 2018 – di Paolo Sorrentino

Biografico – 104′ + 100′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine:  farefilm.it)

L’ultimo lungometraggio del regista napoletano Paolo Sorrentino narra la vicende che vedono come protagonista una figura illustre del nostro Paese. Lui.

Lui, nessuno ha l’onore di poter pronunciare liberamente il suo nome e nessuno ha avuto il piacere di incontrarlo di persona.

Il viaggio comincia in Puglia dove, in una barca ferma in alto mare, un giovane uomo sta cercando di corrompere il sindaco per avere la meglio sull’appalto per una scuola primaria, in cambio gli offre del sesso. Un compromesso, è di questo che si parla. Non è corruzione, sostengono i due.

La prima parte di “Loro” è incentrata sull’evoluzione del personaggio di Giampaolo Tarantini (Riccardo Scamarcio) che, da una piccola città della Puglia, decide di trasferirsi a Roma per entrare nel Loro giro.

Ma chi sono Loro? Per Giampaolo non sono altro che un ponte mediatore tra se stesso e Lui. Dopo essersi fatto un nome nel giro, Giampaolo e la sua compagna Tamara si trasferiscono in una villa in Sardegna per i mesi estivi. Ed è qui che le sfarzose feste, il sesso sfrenato e la droga infinita ammiccheranno l’attenzione di Lui, casualmente abitante della villa di fronte.

Il suo volto ci verrà mostrato solamente sul finire della prima parte. Silvio è il suo nome. Desiderato dalle donne e ammirato dagli uomini. L’unica briciola di negatività nella sua vita è rappresentata dalla moglie Veronica (Elena Sofia Ricci), che è anche l’unica donna a non essere più vittima del suo fascino.

Nella seconda parte il protagonista indiscusso è Silvio. Verranno organizzati spettacoli privati in suo onore e cene speciali in giardino con una tavolata di ragazze. Giampaolo finalmente riesce ad arrivare all’ambito Lui ma, una volta entrato in casa sua, realizza che probabilmente non era questa la vita che aveva sognato per se e per Tamara. E mentre Lui è alla ricerca di ragazze da corteggiare, Giampaolo e Tamara siedono sulla giostra in giardino, domandandosi che cosa stessero facendo.

Nel frattempo l’ambizioso Silvio aspira al ruolo di Presidente, strappatoli dalle mani pochi anni prima. Inscena delle campagne psicologiche per accaparrarsi più voti possibili alle elezioni e far cadere la sinistra. Nel momento clou del film, quando Silvio giurerà nel palazzo di Montecitorio la sua fedeltà al Governo italiano, l’Italia si sgretolerà ai suoi piedi. Segno di ribellione o di sottomissione al nuovo Presidente?

Dopo la strage, che sicuramente rappresenta una scossa forte all’interno della narrazione, la figura di Lui sbiadisce per lasciar spazio alla popolazione. All’inizio lo schermo è occupato per metà da gente comune e per metà da Lui ma proseguendo Lui sparirà del tutto dal nostro campo visivo. Il lusso e lo sfarzo, i vestiti firmati e le case altolocate, verranno soprafatte da luoghi spettrali con atmosfere angoscianti. A colmare i nostri occhi sono queste immagini che, nonostante siano passati degli anni, riescono ancora a suscitare in noi un forte senso di impotenza. Spiazzante e quasi scioccate è la prepotenza di queste scene, che si fanno spazio in una narrazione lineare e a tratti leggera nelle tematiche.

Il ritrovamento della statua, trasmesso anche in diretta tv, rappresenta la speranza riemersa in ogni italiano dopo la disgrazia dell’Aquila. Dando loro la forza di ricominciare e la consapevolezza di quanto fortunati siano stati coloro che hanno avuto la possibilità di rivedere nuovamente la luce del sole.

Il lungo piano sequenza finale è quello che potrebbe aprire una riflessione alternativa su tutto il film. La macchina da presa segue, senza stacchi, i vigili del fuoco seduti tra le macerie. Intorno a loro il vuoto, tutto è muto, i protagonisti in scena vengono risucchiati dal buio della notte che incupisce i loro volti disperati. Il titolo del film compare all’inizio dell’inquadratura e resterà lì fino alla fine delle immagini, quasi come se fosse un elemento collante.

E se in teoria il lavoro di Loro, intesi come i rappresentati del nostro Paese, è quello di proteggere i cittadini e di tutelarli facendo valere i propri diritti; nella pratica questi riguardi ci vengono offerti da persone come noi: lavoratori, vigili del fuoco, insegnati, che si pongono ogni giorno l’obiettivo di aiutare l’altro senza per forza chiedere qualcosa in cambio.

I vigili del fuoco all’Aquila vengono raffigurati da Sorrentino come i veri eroi dell’Italia perché senza il Loro aiuto non saremmo stati in grado di rialzarci e di ricreare nuovamente. Il regista, negli ultimi due minuti, smentisce così tutto ciò che è stato affermato precedentemente: che “i rapporti sociali sono difficili e per gestirli serve una persona asociale” e che “essere altruisti è il miglior modo di essere egoisti”.

Perché senza l’altruismo e lo spirito di società un Paese è destinato a cadere in rovina.

Loro è un ritratto attuale di un’Italia in continuo mutamento. Di un Paese che, dopo una forte scossa, ha bisogno di persone determinate a risollevare ciò che di integro è rimasto.

Voto: 8

 

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