Il Filo Nascosto

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Phantom Thread – Stati Uniti/Regno Unito  2017- di Paul Thomas Anderson

Drammatico – 130′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: comingsoon.it)

Con la regia di Paul Thomas Anderson, Il filo nascosto è uno dei film presentato agli Oscar 2018 con ben 6 nomination, tra cui miglior film. Nel cast compare, per l’ultima volta sul grande schermo, l’attore britannico Daniel Day-Lewis che ha dichiarato, nell’estate del 2017, il suo volersi ritirare dalle scene subito dopo la fine della collaborazione con Anderson.

Reynolds Woodcock è uno stilista dell’alta borghesia britannica del dopoguerra. Insieme a sua sorella Cyril, Reynolds, apre una casa di moda che diventerà la sua unica ragione di vita, fino a quando non conoscerà una giovane cameriera determinata a farli cambiare idea.

Una scenografia spoglia, un primo piano sul volto di una donna non molto curata, l’illuminazione naturale di una sola candela, è così che Paul Thomas Anderson decide di aprire il suo lavoro. L’essenzialità del tutto sta nelle parole che vengono pronunciate dalla donna . Alma è il suo nome. Seduta a quella poltrona, decide di raccontarci la sua storia, la storia di una giovane ragazza che ha avuto la fortuna di conoscere il grande stilista.

Lo sfarzo che sussegue la prima inquadratura catapulta lo spettatore in un una sorta di sogno estetico. Ci si entra al’interno di una favola e ci si aspetta l’arrivo del principe azzurro che non tarderà a mostrarsi. Reynold Woodcock ingessato nel suo perfetto abito in stile chic con i suoi occhiali retrò, è l’uomo più desiderato e temuto dalle donne. Determinato, solitario e completamente devoto al suo lavoro. La passione per la moda venne trasmessa a Raynolds da sua madre, defunta anni prima. L’assenza della donna sembrerebbe aver lasciato un vuoto nel cuore dello stilista.

Reynolds ed Alma si conobbero in una caffetteria. Lei era una cameriera a modo e Reynolds ne rimase subito colpito per la sua semplicità e la sua perfezione fisica. È ad Alma che Reynolds confesserà, in futuro, il suo grande amore per la madre, spiegandole di come ha cucito in ogni tessuto dei suoi vestiti qualcosa di lei: una ciocca di capelli, una frase o semplicemente il suo nome, per poterla avere sempre con sé.

La perdita prematura della madre ha inaridito il cuore di Woodcock, questo spiega il suo essere ancora scapolo. Si accontenta di brevi storielle pur di non soffrire più. L’unica donna presente nella sua vita è sua sorella Cyril, entrambi nutrono un sentimento di protezione e stima l’uno verso l’altro.

Nell’animo del protagonista regna un forte contrasto. Alma è come una calamita per lui, lo attira ma non riesce a possederlo del tutto, c’è sempre qualcosa o qualcuno che si intromette nel loro rapporto. L’evento che cambierà le sorti della loro relazione sarà un malore di Reynolds che porterà ad una allucinazione, dove vedrà sua madre con il vestito da sposa che lui stesso aveva cucito per lei all’età di sedici anni. Reynolds arriverà ad una conclusione “i miei giorni non sono illimitati…..le cose che non cambiano sono cose morte” e ammetterà, per la prima volta, il suo amore per Alma e le chiederà di sposarlo.

Nonostante l’amore incondizionato che Alma provi nei suoi confronti, Reynolds tenderà nuovamente a chiudersi a riccio. La loro diversità risulterà evidente anche nella messa in scena (minimal per lei ed eccentrica per lui) lei è una ragazza semplice che non vuole altro che un amore normale, un marito riconoscente e affettuoso; lui è eccessivo in ogni cosa, tendente alla perfezione che diventa quasi ossessione con le sue abitudini maniacali. Ma se Alma ha imparato ad apprezzare ed amare le proprie diversità, al contrario Reynolds non è riuscito a dimenticare del tutto il suo passato. Il sacrificio della donna, che ha abbandonato la propria vita per dedicarsi interamente a lui non è bastato per farli cambiare la sua vera natura, Reynolds è fatto così, scostante e incurante di tutto, non sa amare o forse non lo riesce a dimostrarlo.

Il filo nascosto è, più che una storia d’amore, un film estetico dove a regnare sono le sfarzose location e i ricercati vestiti dei protagonisti. L’attenzione che dedica Anderson ai dettagli è l’elemento caratteristico di questo lavoro. Il film vinse, nella notte degli Oscar, il premio per “migliori costumi”.

Voto: 8

 

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