Deadpool 2

deadpool2-70x100-campg_dd1j

Deadpool 2 – Stati Uniti  2018 – di David Leitch

Azione/avventura/commedia – 119′

Scritto da Sarah Panatta (fonte immagine: it.ign.com)

La piscina non è mai veramente morta e ha tanti nuovi amichetti

Che cosa succede quando un supereroe trucido e truculento ma con un’anima (oltre che una gola) profonda, viene offeso nei sentimenti? Warning! Dopo la lotta con i cattivi di tutto il mondo, a Deadpool viene ammazzata la stupenda fidanzata. Inizia la depressione, la riabilitazione, l’incontro con un testardo enfant prodige, il carcere supereroico anch’esso, un nuovo cattivo da sgominare, e poi, un inatteso, ritorno al futuro…

Ceneri alla ceneri… di chi?

Quando i sogni vanno in fumo, quando l’amore brucia (e non solo l’anima), quando la vita (facile quando si è supereroi!) risorge… Non come fenice, ma come orrido umanoide cicatrizzato inguainato in una sexy tutina…

Non è una storia alla Disney, è un tantino più sboccata. Non è una storia alla Marvel, o meglio è la più “comica”. Non è il testo di una canzone di Celine Dion, o meglio, quasi (e il video è quasi più esilarante del film). La bestia, di certo non bella, torna, e vuole vendetta. Deadpool 2, piscina morta si prepara a camminare letteralmente, con nuove gamb(ett)e!

 

Il secondo cine capitolo che mescola la carte dalle storia fumettistiche del mercenario (più) chiacchierone della storia del cine comico, che perde o quasi la sua metà adorata, affetta e stritola e schiaccia le mafie di mezzo globo terracqueo, infila spilloni nei feticci di altri “super” icone, incontra un nemico amico formidabile dritto da un oscuro futuro, il bionico Cable (la super-ironica e muscolosissima new entry Josh Brolin), un cyborg mutante che torna inaspettatamente utile al nostro eroe cancerogeno. Di mezzo un ragazzino dalle grandi potenzialità da salvare, un orfanotrofio popolato di abusi da demolire, una prigione di super cattivi da cui evadere, un presente da cambiare, un futuro da riscrivere e soprattutto una X Force demenziale da ri-costruire.

 

l sempre in forma e autocurante Ryan Reynolds, stavolta anche nelle vesti altrettanto succinte, scandalose e cinofile di sceneggiatore, si lancia in momenti di retorico pathos e melodramma sincero frullati nella gentilezza apparente di uno script più citazionistico e sulle prime meno rocambolesco e volgare del primo capitolo della saga (quello d’urto). Ma la coerenza del secondo capitolo c’è, anche se la trama di gag e provini e sconfitte e falsi finali sembra rimpallarsi addosso una studiata banalità e un eccitato buonismo che a loro volta in continuAzione mutano e rendono lo spettacolo un godimento mai “terminale”, adatto anche alle famiglie.

 

Sì, perché è nel mondo bivaccato e preso in giro da Deadpool che le famiglie o presunte tali vivono, nell’epoca delle dittature democratiche, dell’Amazon tax e dei monopoli multinazionali, delle tecnologie deperibili e dei sentimenti indifferenziati, dei (super) poteri Social nella Rete degli inganni. Qui l’uomo “piccolo” e contraddittorio, “creatura” perennemente in difficoltosa forse impossibile evoluzione, è il vero protagonista. Ovvio l’analisi deadpooliana è riservata agli istinti nonché alle parti basse ma la retorica è cinefila, il linguaggio allusivo e il trash ha i suoi “doppi” sensi nei giusti taglienti tempi comic(i) di sempre, mentre si moltiplicano duplicati uomini, alter ego dello stesso spettatore, non solo voyeuristici.

 

Voto:  8

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: