Final Portrait – L’arte di essere amici

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Final Portrait – Regno Unito 2017 – di Stanley Tucci

Biografico/Commedia/Drammatico – 90′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: rollingstone.it)

Parigi 1964: Alberto Giacometti (Geoffrey Rush), pittore e scultore svizzero, chiede a James Lord (Armie Hammer), uno scrittore americano, di posare per quello che sarà il suo ultimo ritratto.

Il lavoro che avrebbe dovuto richiedere solamente poche ore si tramuterà in un impegno artistico di ben 18 giorni. Il forte senso critico di Giacometti metterà a dura prova i nervi saldi del giovane James che, con una strategia impeccabile, riuscirà a porre fine ad un’opera infinita .

Final Portrait – L’arte di essere amici è un film scritto e diretto da Stanley Tucci, gli eventi narrati vennero ripresi dalla biografia di James Lord (A Giacometti Portrait, 1965), in cui ricorda gli ultimi anni del suo amico Giacometti.

Sculture di volti ingessati, tele sporche di colori vecchi, mozziconi di sigarette spenti sul pavimento, sedie sgangherate e un soppalco cigolante, sono tutti elementi che compongono lo studio dell’artista di fama internazionale Giacometti. La casa/studio di Alberto assume un colorito spettrale, la maggior parte delle scene in interno sono caratterizzate da toni cromatici freddi e luci abbagliati sulle sfumature dal bianco. Questo luogo, dove avvengono i vari incontri tra pittore e modello, viene dipinto come uno spazio sterile e lugubre. Una zona in cui l’arte diventa protagonista e l’uomo solamente un mezzo per renderla visibile agli occhi del pubblico. A James non è permesso parlare, alzarsi, accennare un sorriso, persino grattarsi il naso diventa un problema per Alberto che, perennemente insoddisfatto del suo lavoro, trova disturbante ogni minimo movimento del ragazzo.

A fare da contrasto ad una vita insoddisfatta, di cui fa parte il suo matrimonio e il suo lavoro, Giacometti ne oppone una parallela, ma allo stesso tempo opposta. La relazione extraconiugale intrapresa con una giovane prostituta francese, che diventerà la sua modella prediletta, farà rivivere all’ormai anziano Alberto una fase molto simile a quella della giovinezza. Acquista per l’amata un’automobile lussuosa e ci scarrozza al suo interno lasciandogliela guidare. Ma, se l’amore platonico tra i due sembrerebbe una favola, Alberto prima o poi dovrà ritornare a casa da sua moglie. Sarà quest’ultima a prendersi cura dell’uomo febbricitante che, nonostante le premurose attenzioni, verrà ricambiata solamente con disprezzo, tant’è che non vedremo mai un bacio tra i due (se non quando lei avvicina le sue labbra alla guancia di lui che, in risposta, mugugna infastidito). L’unica dimostrazione d’affetto è un abbraccio sotto l’albero dopo la guarigione di Giacometti, che non tarderà a scappare via con la giovane francese lasciando la moglie nuovamente sola.

E se Alberto cerca di evadere dalla monotonia della quotidianità, al contrario James continua a rimanere schiavo del presente. Sposta svariate volte il suo volo per New York, nonostante abbia qualcuno ad aspettarlo, solamente per non contraddire o recare un dispiacere all’altro. Il giovane è affascinato dalla personalità estremamente discordante dell’artista. Ascolta attentamente tutti i suoi pensieri e rimane ogni volta senza parole, cosa improbabile per uno scrittore.

La chiave del film è rintracciabile nella confessione che Giacometti riserva a James: “Voglio solo mostrare come mi appaiono le cose”. Una mente con un forte conflitto al suo interno, come quella di Alberto, farà fatica a portare al termine un’opera coerente. Ciò che sembrerebbe interessante dopo due ore diventerebbe raccapricciante ai suoi stessi occhi, e viceversa. L’unico che potrà scrivere la fine di questa avventura sarà solamente James che, grazie all’utilizzo delle parole, riuscirà a mettere a tacere tutte le insicurezze del pittore.

Final Portrait, come afferma il sottotitolo, è una rielaborazione dell’idea universale di amicizia. L’amicizia è come un’opera d’arte, per nascere ha bisogno di tempo e di pazienza, e solamente con la fiducia e la stima essa potrà fiorire e diventare qualcosa di autentico e unico.

Voto: 7

 

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