Abracadabra

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Abracadabra – Spagna/Francia/Belgio 2017 – di Pabro Berger

Commedia/drammatico/fantasy – 96′

Scritto da Beatrix Kiddo (fonte immagine: movieplayer.it)

Carmen vive alla periferia di Madrid con suo marito Carlos. È una casalinga devota alla famiglia, mentre lui è un operaio edile e tifoso di calcio piuttosto rozzo che vive per il Real Madrid. Un giorno le loro vite cambiano per sempre. A un matrimonio il cugino di Carmen, Pepe un ipnotizzatore amatoriale, dà una dimostrazione. Chiede se tra il pubblico ci sia un volontario e Carlos, sebbene scettico, accetta. La mattina seguente Carlos comincia a comportarsi in modo strano – qualcosa è andato storto e adesso è posseduto da uno spirito. I due cugini iniziano insieme una surreale e comica ricerca per riportarlo alla normalità, mentre Carmen comincia a sentirsi stranamente attratta dal suo “nuovo” marito.

 

Pablo Berger nel 2012 si è fatto notare con “Blancanieves” personalissima versione muta e in bianco e nero della favola dei fratelli Grimm. Film difficile, gotico, drammatico, diametralmente opposto a questo suo ultimo lavoro “Abracadabra”.

Abracadabra” è una commedia o meglio, dovrebbe essere una commedia.

Ma è necessario fare un passo indietro.

Abracadabra”è prima di tutto il film di Maribel Verdú. L’attrice, già con Berger in “Blancanieves” dimostra di essere davvero molto brava, la sua Carmen è un personaggio delizioso e lei fagocita l’intera pellicola.

Per il resto, ahimè, siamo di fronte a ben poca cosa.

Non è un brutto film, le pellicole brutte sono decisamente altre, il problema è che “Abracadabra”è destinato a non lasciare nessuna traccia nello spettatore, a perdersi nel marasma delle pellicole in uscita tutte le settimane, ed è un po’ un peccato.

Berger parte da una idea non nuova, la “possessione” ormai declinata in centinaia di modi al cinema e ci butta dentro un po’ di tutto.

Abracadabra”passa da essere una commedia grottesca, poi un giallo che in alcuni momenti si trasforma in un film horror, vi sono persino rimandi a quella follia di “Rec3” piaciuto soltanto a me e pochi altri, per diventare storia d’amore con un tocco di grazia…il tutto condito da una colonna sonora anni 80.

Insomma, tanti troppi generi mescolati insieme che finiscono inevitabilmente con il nuocere al film facendo di “Abracadabra” una pellicola senza identità

Voto: 4

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