Liberaci dal male

liberaci dal maleDeliver Us From Evil – USA 2014 – di Scott Derrickson – horror – 118′Scritto da Alessandro Giovannini (fonte immagine: imdb.com)

Ralph Sarchie è un poliziotto di New York alle prese con alcuni casi misteriosi: una donna tenta di uccidere il figlio allo zoo, una famiglia dichiara che lo scantinato di casa propria sia infestato dagli spiriti, un ex marine dà in escandescenze picchiando selvaggiamente la moglie; l’aspetto inquietante è che tutti questi casi sembrano essere collegati da un oscuro avvenimento accaduto in Iraq. Sarchie, affiancato da un giovane prete gesuita, si convince che ci sia dietro una macchinazione demoniaca.

Come al solito una didascalia ci avverte che il film si basa su fatti reali, in questo frangente sui casi di polizia affrontanti dal vero Ralph Sarchie (che le ha raccolte nel libro autobiografico Beware the Night).

Lo specialista di horror Scott Derrickson ci riprova: dopo L’esorcismo di Emily Rose, dirige un’altra pellicola a tema, mischiandola però con il racconto poliziesco (nel caso precedente invece il mix era con il legal thriller). Se però il film del 2005 lasciava una punta di dubbio sulla reale presenza del demonio, in questo film siamo portati a credere alla sua fattuale presenza nel mondo. Seguendo il percorso di consapevolezza di Sarchie (un misurato e credibile Eric Bana), passiamo dallo scetticismo che gli è proprio all’impossibilità di negare l’esistenza di un’entità satanica che prende possesso della mente di alcuni individui. Questa presa di posizione netta della sceneggiatura toglie un po’ di pathos, soprattutto perchè essa viene presentata allo spettatore (ma non a Sarchie) fin da subito, nel prologo che sarebbe stato più interessante omettere, o mostrare più avanti nel film.

Così facendo invece scema un po’ l’interesse per le indagini che occupano  la prima parte della vicenda, casi isolati che pian piano si collegano grazie all’intuizione del poliziotto (mentre chi guarda capisce già che saranno tutti collegati e anche perchè e come). Insomma ne risulta una prima metà di taglio poliziesco/investigativo però depotenziata dalla consapevolezza spettatoriale. E’ un vero peccato dato che il lavoro di messinscena e di regia è stato del tutto dignitoso, non solo con qualche classico momento da salto sulla sedia ma anche grazie ad una genuina tensione verso l’ignoto ed un montaggio concitato ma non frenetico, essenziale per costruire decentemente l’atmosfera di un film come questo. Da circa metà film in poi, quando la figura del gesuita che accompagna Sarchie nelle indagini (Èdgar Ramirez) diventa protagonista, Liberaci dal male scivola nei clichè dei film di esorcismi, con le solite voci in latino e i rituali di espulsione del maligno che si ripetono sempre uguali in questo filone ormai vetusto.

A parte Bana, che purtroppo credo non beneficierà molto in termini di visibilità da questo film, il cast risulta efficace pur senza lasciare impresse performance particolarmente memorabili: ciò non è causato più di tanto dalla granitica inespressività di Ramirez o degli altri comprimari, ma come spesso accade da un background psicologico povero in sede di scrittura, che offre ben pochi spunti di caratterizzazione, per lo più riconducibili all’este- tica (e bisogna ammettere che il reparto trucco ha fatto un bel lavoro nel rendere minacciosi i cattivi e credibili i buoni). Di singolare impatto invece la colonna sonora di Christopher Young, che pur non discostandosi troppo dalla media del genere riesce a conferire una certa solennità alle scene clou e mischia senza farsi problemi pomposità elettroniche a brani dei Doors, le cui musiche hanno una certa importanza nell’economia del film – pur con un sospetto di forzatura narrativa.

Un film con alti e bassi, che incuriosce per l’oscillazione tra i generi ma che non riesce ad offrire spunti originali o innovativi in essi.

Voto: 6

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