End of Justice – Nessuno è innocente

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Roman J. Israel, Esq. – Canada/Emirati Arabi Uniti/Stati Uniti 2017 – di Dan Gilroy

Drammatico – 122′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: mymovies.it)

Roman è un avvocato eccentrico con un passato da attivista per i diritti civili, sempre attento alle cause dei più deboli. Tuttavia, l’idealismo che l’ha sempre contraddistinto viene messo in discussione quando, in seguito all’improvvisa morte del suo socio, gli viene offerto un posto in un prestigioso studio legale, a patto di occuparsi di un caso dalle implicazioni torbide.

 

L’ultima, nonchè seconda, pellicola del regista californiano Dan Gilroy si intitola  Roman J. Israel, Esq, titolo orribilmente trasformato per il pubblico italiano in End of Justice – Nessuno è innocente.

Vi sembrerò esagerata ma se il titolo fosse rimasto quello originale il film avrebbe guadagnato molti più punti, almeno per quanto mi riguarda

Comunque, sorvoliamo sul titolo e concentriamoci sul film.

Roman è un idealista avvocato penalista che lavora alle spalle del collega e amico, volto sociale del piccolo studio.

Dopo l’improvvisa morte del suo protettore Roman si ritrova catapultato in un mondo che non è il suo, un mondo che non lo capisce e non lo accoglie.

Per mancanza di liquidi Roman si ritrova costretto ad abbandonare i suoi idealismi degli anni ’70 e inizia a lavorare presso un grande studio legale capitanato dal giovane arrampicatore sociale George Pierce, interpretato da un bravo Colin Farrel.

Nonostante la presenza di un grande attore come Denzel Washington e delle critiche positive ricevute dalla pellicola precedente di Gilroy, Nightcrawler con Jake Gyllenhaal, ho trovato End of Justice debole e dispersivo.

Ovviamente Washington ci mette tutta la sua bravura per rendere al meglio il personaggio di Roman ma purtroppo nemmeno questo basta per rendere la visione piacevole e appassionante.

Roman non è matto, ma ci si avvicina molto. 

Si potrebbe azzardare definendolo affetto da un autismo che lo porta ad avere una memoria di ferro, serie complicazioni nel rapportarsi con le altre persone, ma soprattutto una durezza e una purezza che non gli permettono di “abbassarsi” a livello delle altre persone. 

Denzel è perfetto per questo ruolo e mostra grandi capacità attoriali nel ruolo del personaggio fuori dal tempo portavoce di valori e ideali che difficilmente riusciranno a incastrarsi nel mondo legal/penalista che lo circonda, un mondo di avvocati furbi, scorretti, pronti a sporcarsi le mani per qualche soldo in più. 

Per quanto Roman cerchi di integrarsi in questa nuova vita il suo vero io lo farà riemergere alla realtà…alla sua realtà.

Non servono molte altre parole per farvi capire che oltre a Washington non c’è altro all’interno del film che sia meritevole di nota

Come già fatto in Nightcrawler, anche qui Dan concentra tutta la pellicola sul personaggio protagonista. Roman e Lou, persone completamente all’opposto e che vivono in mondi agli antipodi, hanno alcune piccole somiglianze: il lavoro, i soldi, l’illegalità, il taglio di capelli. 

Insomma, Dan non ha dato il meglio di sé e ne è la prova anche il fatto che dopo la proiezione al Festival di Toronto, il film è stato addirittura rimontato e privato di una dozzina di minuti di girato per velocizzarne il ritmo.

Non c’è due senza tre…ma speriamo che al prossimo giro vada meglio!

Voto: 5

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