Nella Tana Dei Lupi

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Den of Thieves – Stati Uniti  2018 – di Christian Gudegast

Azione/Drammatico – 140′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: comingsoon.it)

In una New York impestata di violenza una squadra anticrimine si imbatte in una rapina tanto sanguinosa quanto infruttifera economicamente: dei poliziotti innocenti vengono ammazzati per la rapina di un furgone vuoto. Casualità o atto premeditato? La questione, all’apparenza inspiegabile, fa sorgere numerosi dubbi al capo della squadra Big Nick, o meglio conosciuto come O’Brien, che afferma di avere a che fare non con i soliti assassini di stampo americano, bensì con un branco di lupi ben addestrati al combattimento e alla meditazione. 

Il soggetto è stato scritto e diretto Christian Gudegast nel lontano 2000 ma il fallimento della casa di produzione portò ad uno slittamento della realizzazione del film. Il regista predilige ancora una volta come protagonista l’attore Gerard Butler, nei panni dello sbirro O’Brien. Tra gli attori compare anche 50cent, interpretando uno dei protagonisti malavitosi che compongono la banda criminale.

Le ambientazioni e le luci richiamano una atmosfera estremamente realistica. Il bilanciamento cromatico è sui toni del giallo, scelta che si distanzia molto dal genere gangster che solitamente utilizza toni cromatici freddi appartenenti alla scala del blu. Il film è per metà ambientato in esterni e per metà in interni contribuendo ad un equilibrio narrativo che rendono il ritmo delle vicende scorrevole e persuasivo. 

I numerosi flashback schiariscono i vari punti della vicenda che prima risultavano essere poco nitidi, donando allo spettatore delle pillole di verità dosate in egual misura per far aumentare le aspettative e incentivare un’immedesimazione costante all’interno della narrazione. 

L’elemento estraniante è la natura ambigua della squadra anticrimine, che non rispecchia molto i canoni di poliziotti che siamo abituati a vedere al cinema o in tv. Lo dice anche O’Brien in una parte del film “qui i veri cattivi siamo noi, non voi”. Il fatto che loro abbiano un distintivo non li dà il permesso di poter imporre leggi o regole sul prossimo, eppure sembra che abusino della propria autorità per scovare più indizi possibili utilizzando spesso le maniere forti. 

Il punto di svolta avviene solamente nell’ultima parte del film quando O’Brien, insieme allo spettatore, scopre chi è il vero movente di tutti i crimini commessi. Far in modo che lo sciogliersi della narrazione avvenga negli ultimi minuti è una decisione astuta da parte del regista, che sperava di incatenare il pubblico allo schermo, ma forse troppo azzardata perché il rischio di annoiare la platea è dietro l’angolo. 

La tana dei lupi resta comunque un buon film, ben fatto e ricco di sottotrame e numerosi retroscena che collaborano alla buona riuscita del prodotto cinematografico. 

Voto: 8

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