Thelma

locandina-14

Thelma – Norvegia/Francia/Danimarca7Svezia 2017 – di Joachim Trier

Drammatico/Fantasy/Thriller – 116′

Scritto da Lorenzo Ceotto (fonte immagine: mymovies.it)

Thelma è una ragazza timida, viene dalla provincia ed appartiene ad una famiglia cattolica molto credente. Ora è arrivata ad Oslo per fare l’Università, dovrà abituarsi al distacco e farsi nuove amicizie. Appena arrivata al campus universitario cerca, dunque, di ambientarsi e nonostante qualche blocco inizia a instaurare i primi rapporti e le prime amicizie, la sua serenità però verrà minata da un forte malessere psicofisico che culmina in reiterati attacchi epilettici. Indagando sul suo stato di salute emergeranno elementi oscuri del suo passato e della sua famiglia, con essi dei pericolosi poteri paranormali che qualcuno o qualcosa gli ha conferito.

Quello di Joachim Trier è un thriller soprannaturale, un film che racchiude al suo interno moltissimi rimandi a film di genere e non, dal passato all’epoca più o meno recente. Potremmo trovarci “Lasciami Entrare” di Tomas Alfredson, per le ambientazioni scandinave e le analogie su una componente malefica difficile da controllare, potremmo ritrovarvi ”Il Cigno Nero” per gli elementi psicotici e la ricerca del proprio lato più oscuro, oppure per la scoperta della propria sessualità ed il legame con i genitori opprimenti e conservatori, qui in particolare il padre, un po’ come la madre di Nina Sayers nel film di Aronofsky. Ma vi ritroviamo soprattutto i rimandi alla letteratura di Stephen King, a “L’Incendiaria” o ai poteri soprannaturali de “La Zona Morta”, prima libro e poi film di David Cronenberg. Gli omaggi non si sprecano anche a “Carrie”, personaggio uscito sempre dalla penna dello scrittore del Maine e portato al cinema da Brian De Palma.

Carrie – lo sguardo di Satana” si intitolava, e come allora dal contesto puro dell’integralismo cristiano si materializza anche qui l’incarnazione del male che prende forma nella giovane Thelma, nel suo potere che può essere sia devastazione che salvezza miracolosa a seconda del suo desiderio, in questo caso la nostra protagonista sembra rimanere più vittima che carnefice. La dicotomia fra bene e male che si fa spesso critica agli eccessi della dottrina cattolica, parabola del peccato e del senso di colpa, qui diventa quasi sottile filo conduttore sul quale vacilla l’equilibrio del messaggio che veicola il giovane regista. . Il timore del giudizio di Dio che soffre Thelma è paradossale, se si pensa che lei stessa sembra una divinità con dei poteri soprannaturali. Una super eroina od una strega? La rappresentazione del male non è netta. Cos’è il male e che cosa’è il bene? Dove finisce il maligno e dove inizia la ribellione di una giovane ragazza che scopre di avere dei super poteri? Thelma, nel mentre, sta diventando adulta, sta scoprendo la sua sessualità, desidera un’altra donna, ma è oppressa dal monito del peccato, così nelle sue crisi cortocircuita il suo disagio come reazione incontrollata alla repressione veicolata dal senso di colpa. I suoi poteri però in questa repressione trovano ancora più linfa e devastazione. Come se il grande tema fosse quello del conoscersi, dell’accettarsi e del sapersi controllare. Perchè solo con la consapevolezza possiamo essere padroni di noi stessi e capaci di gestire le nostre pulsioni, veicolandole nel modo giusto.

In questo Trier riconduce ancora molto al nucleo della famiglia, ma mette sul piatto anche molte altre riflessioni: sulla verità, sulla fede, sulla diversità e sulla libertà di accettare ed esprimere se stessi e la propria sessualità senza oppressioni, le angoscie del vissuto di una giovane donna, il passaggio all’età adulta. Una forte rappresentazione sull’atto del reprimere le proprie pulsioni, per volere di Dio, per fede, per imposizione paterna. A cosa porta la castrazione e la repressione di sé?

Poi è il dibattito scientifico che trionfa, fino a che punto la scienza è in grado di spiegare ciò che ci accade?  E la dimensione ultraterrena e inspiegabile dei fenomeni paranormali? Un film che mette in scena la contrapposizione tra fede/religione e scienza, fra soprannaturale e scienza, che si interroga su tutti quei qualcosa che la scienza sembra non riuscire ancora a spiegare.

Quello di Joachim Trier è uno dei tanti film che potremmo definire del Cinema e la Psiche, dove c’è un forte componente della psicologia dei personaggi, in una narrazione fatta di simbolismi che rimandano ai meccanismi della psiche. È grande il lavoro di interpretazione della giovane e promettente Eili Harboe che è bravissima a portare in scena sia con fisicità che per sottrazione i disagi della giovane Thelma.

I tempi del film, pur addentrandosi nel genere thriller sono distesi, la tensione si gioca sugli elementi psicotici, disturbati e disturbanti che prendono forma visiva nella scena. Con esse si alternano le ambientazioni silenti e fredde, la quiete dei paesaggi naturalistici, le geometrie delle architetture contemporanee di Oslo che hanno una grande impatto. Infatti i paesaggi, gli scenari e le ambientazioni nordiche hanno grande pregio, vengono ben valorizzate, con una bella fotografica al servizio della narrazione, ad aggiungere una nuova tensione diegetica di contrapposizione fra tecnica e natura oltre a scienza e religione.

Così, quest’ultimo lavoro del giovane regista norvegese ha il pregio di rivisitare i toni di genere tipici del thriller/horror paranormale con una direzione misurata e asciutta, riprendendo molti temi tipici e topici del cinema di genere ma rinnovando il modo di portarli in scena, in particolare sulla messa in quadro e sulla messa in serie. Siamo dinanzi ad una pellicola, quindi, che se da un lato non propone una storia nuova, e anzi rischia di complicarsi la vita per i molti argomenti che su diversi livelli si incrociano, ha però il grande pregio di proporre un modo interessante di raccontarla. Reiterando l’attenzione su temi universali che da sempre risvegliano grandi tensioni nello spettatore.

Voto 7

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