Recensione DVD – Mia moglie, un corpo per l’amore

Italia, 1972- di Mario Imperoli- Drammatco/Erotico-90′- Scritto da Luca Biscontini (Fonte immagine: Amazon.it)

Esordio dietro alla macchina da presa del produttore Mario Imperoli, che successivamente girerà due film con Gloria Guida che ottennero un buon riscontro al botteghino, La ragazzina (prima pellicola interpretata da Guida nel 1974) e Blue Jeans (1975), oltre a Come cani arrabbiati (1976), spesso confuso con il più celebre Cani arrabbiati di Mario Bava, girato nel 1974 ma rimasto inedito fino al 1995, Mia moglie, un corpo per l’amore è un gustoso soft-porn ante litteram, in cui non manca un interessante intreccio amoroso attraversato da una nient’affatto scontata riflessione sull’essenza dei rapporti sentimentali. Paolo (Silvano Tranquilli) e Simona (Antonella Murgia) sono una ricca coppia borghese, presentata, all’inizio del film, come solida e bene collaudata, finché il marito, più anziano dell’avvenente moglie, sprona quest’ultima ad esaudire i propri desideri sessuali, nell’intento di vivere un amore privo di quel meschino senso del possesso che costituisce la base di ogni relazione sana (meglio sa-rebbe chiamarlo fedeltà).

Il congegno psicologico utilizzato dagli sceneggiatori, dunque, non è banale, se si considera che la pellicola in questione è stata realizzata 45 anni fa. Si viene quasi da subito a formare un ménage a trois che mina l’equilibrio del matrimonio dei protagonisti, laddove il giovane Marco (Peter Lee Lawrence), socio in affari di Paolo, riconosce in Simona una sua vecchia fiamma. La donna, in un primo momento, memore della vecchia relazione, tenta di resistere alle avances dell’uomo, fidando nella stabilità e serenità del rapporto con il marito. Ma Paolo rincara la dose, e invita ancora la moglie a tradirlo, a vivere senza freni la propria sessualità. È a questo punto che entra in scena un ragazzetto conosciuto in discoteca (un giovanissimo e un po’ goffo Michele Placido, qui alla sua seconda apparizione sul grande schermo), il quale approccia velocemente la donna, e assistiamo a un rendez-vous in cui i due, svestiti, si accoppiano senza pudore. Ma le avventure di Simona continuano, laddove la donna arriva addirittura a fingersi una prostituta pur di vivere l’ebbrezza di una disinibizione totale.

Paolo, il quale credeva di gestire completamente la situazione, si rivela alla fine incapace di sopportare fino in fondo la doppia vita della donna, soprattutto quando scopre il ritorno di fiamma di Simona per Marco.  Oggetto curioso questo film di Mario Imperoli, girato tra Roma e il litorale, a basso costo, che rievoca quasi, per i corpi nudi, le location marine e l’atmosfera estiva, alcune pellicole del periodo esotico-erotico di Joe D’Amato. Silvano Tranquilli (ve lo ricordate in Amore mio aiutami di e con Alberto Sordi?) gestisce con sicurezza il suo personaggio, perverso e ingenuo al tempo stesso, mosso dal reale desiderio di vivere un rapporto di coppia inedito, in cui l’amore viene vissuto fino in fondo, superando i retaggi culturali che opprimono quanto di più istintivo è contenuto in noi. Antonella Murgia, che già aveva al suo attivo una discreta filmografia, è a suo agio nel difficile ruolo della moglie fedifraga, e mostra il suo corpo senza imbarazzo a una macchina da presa che la tallona, indugiando non poco nei frequenti accoppiamenti della donna (che è bene precisare, non sconfinano mai nel porno).

Infine, Michele Placido, che con il capello lungo, un risolino un po’ sciocco stampato sul viso, appare involontariamente ridicolo, anche se esce di scena abbastanza velocemente.
Mia moglie, un corpo per l’amore è un film che si lascia guardare e che costituisce una significativa testimonianza di un certo modo di fare cinema dei primi anni settanta. Il suo valore filologico supera, dunque, quello artistico, e non mancherà di appassionare coloro che da tempo seguono l’evolversi della cinematografia italiana di quel periodo. Pubblicato da Surf Film e distribuito da CG Entertainment per la collana Cinesexy, Mia moglie, un corpo per l’amore è disponibile in dvd, in formato 1.66:1 con audio in italiano e sottotitoli per non udenti. Nei contenuti speciali: Ondata di piacere – L’intervista di Davide Pulici a Gianfranco De Muri.

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