S. Darko

s. darkoUSA 2009 – di Chris Fisher – fantastico – 103′Scritto da Gabriele Niola (fonte immagine: imdb.com)

1995: sono passati 7 anni dagli avvenimenti raccontati in Donnie Darko. Samantha, la sorellina di Donnie, ha oramai 17 anni e deve vedersela con una famiglia oramai a pezzi, che non si è mai ripresa dalla morte del fratello.

Donnie Darko aveva una sorella. La frase che fa da tagline al film già racconta tutto. La sorella minore di Donnie, Samantha, sembra vivere ossessionata dalle medesime esperienze paranormali del fratello. Lontana da casa, dalla famiglia e da tutti gli attori del cast del film precedente si trova a fare un viaggio on the road con un’amica ignara di tutto. Il passaggio in un paesino di provincia in mezzo al deserto sarà l’occasione per spiegare al pubblico l’origine e il funzionamento del rapporto con il paranormale che ha la famiglia Darko.

L’unica cosa misteriosa di S. Darko è come mai ci abbia messo così tanto ad essere fatto. Si tratta della più bassa, vana, meschina e avida exploitation che possiate immaginare. Un film che ha l’unico obiettivo di fare altri soldi cavalcando il successo del precedente senza fare il minimo sforzo, un’operazione commerciale come tante che se ne fanno (ma anche più becera) che arriva ormai a 8 anni dal primo passaggio in sala del film origina- le e a 5 dal secondo.

Girato con pochissimi soldi, pochissima voglia e con l’idea di poter spiegare tutto quanto era stato nascosto da Richard Kelly, questo seguito che poi seguito non è (c’è solo un personaggio presente anche nel film precedente e la storia si svolge in un altro luogo) dimostra solo l’incompetenza di chi lo ha fatto.

Il punto è che non solo c’è un’idea sbagliata di cosa abbia reso Donnie Darko un film di successo ma emerge anche la convinzione che il sequel di un film debba espandere e soprattutto spiegare tali elementi per poter essere gradito ai fan o comunque al pubblico. Un buon motivo per non andare a vedere S. Darko (tra i mille) è infatti che non solo è girato male e tratta di cose non interessanti ma che rovina quanto di bello c’era nel film precedente. Se in Donnie Darko ogni mistero, ogni identità non svelata e ogni inqua- dratura ambigua era un elemento di costruzione della complicità tra spettatore e film all’insegna del racconto di una storia che non dovrà necessariamente essere chiara ma dovrà far sognare, nel suo sequel non si sogna nulla, non si immagina nulla e nulla viene suggerito. Tutto è annunciato, spiegato, motivato e descritto nel minimo particolare. Così anche gli stessi viaggi nel tempo, le stesse teorie e le stesse personalità enigmatiche dei protagonisti non hanno lo stesso effetto.

Darko non è solo un brutto film (che di quelli ce ne sono tanti) è un film diretto da qualcuno che non ha capito dove sia il bello nel raccontare una storia.

Voto: 1

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: