Recensione DVD – L’altro corpo di Anny

 

Venom- Gran Bretagna-1974- di Peter Sykes- Giallo- 85′ – Scritto da Luca Biscontini (Fonte immagine: MyMovies)

 

Sinister Film recupera per l’home video l’assai poco conosciuto Venom (L’altro corpo di Anny), un film dai connotati indefiniti, giacché alla tradizione del sovrannaturale gotico salda le mutazioni fanta-orrorifiche, e il risultato è un lungometraggio inconsueto in cui c’è anche spazio per andare a recuperare un pezzo di storia, laddove il villain della situazione è un anziano ex nazista che, dedito alla creazione di nuovi farmaci a base di veleno di ragno, ha sottomesso un’intera cittadina, metten-do in circolo la superstiziosa leggenda per la quale una misteriosa ragazza si aggirerebbe nei boschi e avrebbe la malefica capacità di attirare i ragni.
Il film inizia con un interessantissimo prologo, una sequenza virata in verde, in cui vediamo la suddetta ragazza, Anna (la giovanissima Neda Arneric), con il suo fidanzato, e i loro giovani corpi sfilano in un scenario bucolico fino al fatidico accoppiamento che si conclude in tragedia in quanto il giovane – non capiamo precisamente come – viene ucciso: la macchia di sangue si allarga e sul colore rosso prendono forma i titoli di testa, sul cui sfondo c’è un’enorme tela con tanto di tarantola a passeggiarvi sopra.

Insomma, un inizio scoppiettante, dopo il quale entra in scena il vero protagonista, Paul Greville (Simon Brent), un agente britannico giunto nella piccola cittadina tedesca per tentare di recuperare alcuni preziosi dipinti di Hieronymus Bosch trafugati dalla chiesa del paese. Non appena giunto, incappa nella fantomatica Anna che le sfugge, e, tornato alla locanda in cui al-loggia, scopre di essere spiato dagli abitanti del posto, in particolare da Huber (il nazista), con la figlia del quale si accoppierà più volte. Onestamente, lo sviluppo della sceneggiatura è un po’ confuso: la tendenza all’omissione di alcune decisive indicazioni circa l’evoluzione dei fatti rende talvolta la comprensione della trama ardua, e, per ciò, alcuni passaggi risultano poco comprensibili, come per esempio il fatto che la giovane abitante dei boschi sia in realtà la moglie del vecchio Huber, il quale avendo tentato in passato di ucciderla per gelosia aveva ottenuto l’opposto risultato di donarle l’eterna giovinezza: questo elemento in particolare davvero a fatica lo si desume dalla messa in scena.

Problemi diegetici a parte, L’altro corpo di Anny ha alcune trovate visive discrete, in particolare la sequenza finale del laboratorio dei ragni in cui, dopo un acceso corpo a corpo del protagonista con gli sgherri del nazista, il fuoco divampa, mettendo fine a un atroce disegno che per molti anni aveva contrassegnato la vita della pic-cola cittadina. Il film, datato 1974, può generare un indubbio interesse per gli appassionati del genere, soprattutto in riferimento alla sua natura ibrida, anche se a uno sguardo più distaccato mostra alcune lacune che non vengono compensate da altri aspetti più riusciti. Ciononostante, L’altro corpo di Anny è un esperimento, pur con i suoi difetti, originale, laddove tenta di dotarsi di un’estetica che a tratti con-vince, e che non mancherà di ammaliare tutti coloro che non possono fare a meno della atmosfere gotiche e horror. Pubblicato da Sinister Film e distribuito da CG Entertainment, L’altro corpo di Anny è disponibile in dvd, in formato 2.35:1 con audio in italiano e originale (DD 2.0) con sottotitoli opzionabili.

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