True Blood

true bloodUSA 2008 – creata da Alan Ball – horror – 55′Scritto da Cristina Coccia (fonte immagine: imdb.com)

La storia ruota intorno alla relazione tra la cameriera telepate Sookie Stackhouse (l’attrice premio Oscar Anna Paquin) e il vampiro Bill Compton (Stephen Moyer). Il contesto in cui si dipana la trama è Bon Temps, una piccola e “tranquilla” cittadina della Louisiana, in un futuro imprecisato, in cui vampiri e umani possono vivere insieme (ma pur sempre con molte discriminazioni), grazie all’invenzione di uno speciale tipo di sangue sintetico di nome True Blood, creato da una ditta farmaceutica giapponese, che permette ai vampiri di nutrirsi senza uccidere e commettere crimini.

Basata sui romanzi di Charlaine Harris (Finché non cala il buio, Morti viventi a Dallas, Il Club dei morti e Morto per il mondo), True Blood è una serie tv, creata da Alan Bell, che, dalla prima puntata, ha suscitato critiche e disapprovazione, dibattiti sulla lettura in chiave metaforica dell’intera trama e diatribe tra critici, spettatori e fan della scrittrice del Ciclo di Sookie Stackhouse. Tuttavia, miscelando horror e dramma, per quattro stagioni, è riuscita a crearsi un seguito di appassionati che continuano a seguirla in maniera ossessiva, regalando all’HBO notevoli picchi d’ascolto che l’hanno resa una delle serie più seguite dopo I Soprano.

I motivi principali per “bere un sorso di True Blood” sono: una colonna sonora trascinante curata da Gary Calamar, supervisore musicale per la serie (che ha dichiarato che il suo intento era realizzare una soundtrack che rispecchiasse le atmosfere umide e paludose della Louisiana), la miscela di commedia, action e fantasy, che ha portato la serie al centro di numerosissime polemiche e altrettante censure, la trama originale e mai noiosa, le ambientazioni singolari e soprattutto i personaggi misteriosi, bellissimi, combattuti tra segreti e ambiguità. C’è qualcosa di magnetico in questa serie: è capace di essere tragica e comica al tempo stesso, di mostrare il lato horror e affascinante dei vampiri con ironia, di porli spesso ad essere le vittime di pregiudizi e di crimini, descrivendoli, tuttavia, come creature senza scrupoli che si divertono a manipolare i mortali.

Ci sono tutte le sfaccettature del genere vampiresco, ma anche una seria e scrupolosa analisi sociale che fa emergere dei riferimenti al razzismo degli anni ’50 e ’60 e al Ku Klux Klan. Sette religiose, leggende celtiche e mitologia classica si contendono la scena in contesti sempre più bizzarri, costruiti intorno a personaggi accattivanti, come quelli di Eric e di Godric, un vampiro che con la sua saggezza riesce ad avvicinarsi agli umani più di chiunque altro e che è capace di rendere pacifico anche il più violento membro della sua specie. In breve, è una serie unica nel suo genere, godibile sotto tutti i punti di vista; purtroppo, il finale della seconda stagione ha subito una caduta di stile, è prevedibile e un po’ banale rispetto alla sceneggiatura complessiva e anche la quarta stagione non è certamente la migliore. Nonostante questo, resta un bellissimo esempio di serial sovrannaturale ben fatto e non banale. Da non perdere!

Voto: 7

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