Fringe

fringeUSA/Canda 2008 – creata da J.J. Abrams, Alex Kurtzman, Roberto Orci – fantascienza – 46′Scritto da Cristina Coccia (fonte immagine: imdb.com)

La trama si basa sul lavoro della “Divisione Fringe”, composta da Olivia Dunham (la bella Anna Torv), agente dell’FBI inorridita da una tragedia personale, che si ritrova a capo di una task force per investigare su fenomeni inspiegabili probabilmente collegati tra di loro; i fenomeni soprannaturali che si stanno verificando nel mondo fanno riferimento a quello che la Sicurezza Nazionale americana ha definito “Lo Schema” e riguardano tutti un ramo della scienza denominato Fringe (fenomeni paranormali come il controllo della mente, il teletrasporto, la proiezione astrale, l’invisibilità, la mutazione genetica, la rianimazione).

Un misto tra X-Files e Ai confini della realtà, una prima stagione impeccabile, fantascienza di altissimo livello, unita ad una magnifica fotografia e ad una sceneggiatura ideata da J.J. Abrams (creatore di Alias e Lost), rendono Fringe un prodotto validissimo, da seguire fino all’ultima puntata. La serie, diversamente da Lost, è più episodica e probabilmente ha segnato una svolta per il genere fantascientifico grazie ai personaggi e ai temi trattati.

La forza di questa serie è una solida impalcatura di personaggi e storie minori a sostegno della “fringe science”, una sorta di scienza pertinente a invenzioni ed esperimenti che un giorno potrebbero essere reali e che creano nello spettatore un’inquietante curiosità. “Come scienziato mi piace credere che niente accada per caso. Che ogni evento abbia un significato, che porti una specie di messaggio. Per sentirlo dobbiamo solo riuscire ad ascoltare abbastanza attentamente.” Il punto è: cosa si cela dietro gli eventi scientificamente e razionalmente inspiegabili? Nella struttura narrativa delle tre stagioni di Fringe ci si sofferma sempre su circostanze misteriose che apparentemente sembrano andare contro le leggi della fisica e della biologia, ma tutto viene abitualmente ricondotto ad un disegno più ampio, alla trama principale che ci porta ad esplorare mondi paralleli, realtà alternative, dimensioni a cui si può accedere solo in determinate condizioni. Così, tra entanglement quantistici, teletrasporto, time travel, déjà vu, virus letali e viaggi onirici all’interno di coscienze collettive, ci muoviamo nell’oscuro universo governato solo dalle follie e dagli esperimenti del Dottor Bishop e della Massive Dynamic. Si rischia di restare intrappolati nelle loro falle spazio-temporali o di innescare eventi a catena che distruggeranno il nostro mondo, ma non ci sono dubbi che Fringe creerà, a chiunque lo segua, un’assoluta dipendenza. Vedere per credere.

“ Se questo è il migliore dei mondi possibili, allora dove sono gli altri? ”

diceva Voltaire.

Partendo da questa esigenza umana di rifugiarsi in qualcosa di migliore, di ignoto e inesplorato, molte opere narrative si sono dedicate ad immaginare dimensioni parallele e possibili viaggi in altri universi, influenzando la cinematografia e la produzione di numerosissime serie tv. Fringe indaga su quello che, con la nostra immaginazione, riusciamo a vedere: le realtà che divergono dalla nostra o che scorrono parallelamente ad essa, quelle che vediamo nel loro “stato di non-realtà”. Così facendo, abbiamo la possibilità di aprire le nostre vite ad opportunità svariate, a sogni che ci fanno andare avanti, che non solo rendono l’esistenza più interessante, ma che ci fanno soprattutto vedere le infinite strade che potremmo percorrere. Nella mente umana coesistono e vengono continuamente create dimensioni parallele, infinite variabili indipendenti da quello che realmente siamo: in questo modo, nessun limite fisico, etico e sociale può renderci incapaci di essere quello che vogliamo davvero essere, nella nostra attuale vita o in quella concepita dalle innumerevoli creazioni dei nostri interminabili viaggi onirici. E allora, perché dovremmo sottostare alle regole che ci vengono imposte e precluderci infinite probabilità di realizzare i nostri sogni o almeno di assaporare quei momenti in cui pensiamo che tutto sia possibile?

Voto: 9

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