Drag Me to Hell

drag me to hellUSA 2009 – di Sam Raimi – horror – 99′Scritto da Gabriele Niola (fonte immagine: imdb.com)

Le pressioni sul lavoro e la forte volontà di fare carriera spingono una bancaria in aria da promozione a negare un prestito ad una vecchia signora che la implora. Ma umiliare pubblicamente una megera slava può essere molto dannoso e così, puntualissima, arriva la maledizione. Tre giorni e poi il demonio verrà a prendere la cinica bancaria a meno che non riesca a neutralizzare il demone o a trovare qualcuno da condannare a sofferenza eterna.

Quest’anno il capolavoro stagionale va cercato tra gli horror (salvo la solita prestazione sopra le righe che ci regala annualmente la Pixar), perchè quest’anno Sam Raimi torna al suo primo amore e lo fa con un film che forse è il migliore mai girato dal regista della serie di La Casa. Con Drag Me To Hell si toccano vette di cinema puro, di utilizzo degli strumenti e della grammatica filmica rari. Abbiamo sempre definito Raimi un regista tecnico e molto abile, ma questo è troppo anche per lui! Su un canovaccio semplice da film di serie B che dispiega la trama in un lasso di tempo ridotto (solo tre giorni consecutivi), Raimi gira un horror perfetto, classico ma con echi moderni, pieno di stilemi hollywoodiani ma anche europei, personale e al tempo stesso innovativo senza dimenticare di emozionare sinceramente. Tuttavia senza cambiare film o obiettivi Drag Me To Hell è anche una commedia esilarante e postmoderna (e il fatto che ormai il postmoderno sia al tramonto non infastidisce) in grado di giocare con quegli stessi segni horror di poche righe fa trasformandoli in strumenti da commedia e tutto questo senza mai nemmeno sfiorare l’idea di una parodia. Drag Me To Hell è un film dell’orrore e una commedia. Contemporaneamente.

L’impresa impossibile di conciliare con così tanta serietà d’intenti (il film ha anche una morale e un rigore di ferro sul destino delle banche nell’economia moderna) è raggiunta grazie ad una padronanza assoluta di ogni mi- nimo elemento della messa in scena. E con virtuosismi invisibili di quelli che mandano in visibilio solo i nerd del cinema Raimi ottiene costantemente il doppio effetto (spaventoso e comico) lungo tutti i 90 minuti (la durata perfetta del film horror di serie B) di un film che andrebbe visto almeno 20 volte. Guardate come è delineato il personaggio protagonista, che modo fantastico di raccontare il suo passato e far intuire che tutto quel che ha l’ha conquistato con le unghie. Guardate la scena della mosca sul volto, come Raimi “parli” con il movimento di macchina e come dica cose esilaranti.

Se il pubblico saprà apprezzare una simile perla è un arduo predire, i toni di commedia lasciano pensare di sì, la pubblicità fatta al film anche ma la raffinatezza del gioco cinefilo fa pensare di no. Ma in fondo poco importa.  Sam Raimi è tornato a fare cinema serio. Serissimo. E non è mai stato così in forma.

Voto: 9

Una risposta a "Drag Me to Hell"

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  1. Bellissimo, l’ho visto per caso e me ne sono innamorato. La protagonista è davvero eccezionale, e anche se il finale l’avevo, piú o meno, visto arrivare mi ha comunque preso in contropiede. Davvero un bel film.

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