La donna della mia vita

la donna della mia vitaItalia 2010 – di Luca Lucini – commedia – 96′Scritto da Alessandro Naboni (fonte immagine: imdb.com)

Leonardo/Argentero è appena uscito (male) da una relazione. Poteva finire peggio per quello che si è ammazzato per amore. È giovane, sensibile e introverso. O almeno sembra.

Giorgio/Gassman ha quarant’anni, vive a Roma e fa il ginecologo. Sposato con Carolina, è un simpatico mariuolo che salta da una donn(in)a all’altra. O almeno sembra.

Sono fratelli e si vogliono bene, nonostante tutto. Stessa madre, diverso padre. Due opposti modi di vivere che entrano in collisione. Sara. Leonardo la conosce ad una festa, la sua prima uscita dopo un periodo buio; si raccontano reciproche (dis)avventure amorose, la tipica confessione liberatoria con lo sconosciuto: lui lasciato da una bella che l’ha sedotto e abbandonato, lei invischiata in una (non) storia con un uomo sposato, neo papà di tal Ludovico. Clichè esistenzial-sentimentali che s’incontrano e si piacciono: l’un per l’altro sono i partner perfetti di una storia tranquilla. O almeno sembra.

‘C’è una cosa che nella vita devi sapere..niente è come credi’ sembra raccontare Stefania Sandrelli ad un ipotetico interlocutore in sala, uno qualsiasi, magari un Ludovico qualunque, uomo o cane che sia è un nome che va di moda. Nella retorica della frase c’è la semplice morale del film, quasi una sorta di assoluzione per tutti, perché sbagliare per il troppo amore non può essere passibile di condanna.

‘E un giorno all’improvviso quando meno te lo aspetti..boom..tutto esplode’ L’involontario ciclone Sara fa saltare precari equilibri relazionali della famiglia alto-borghese-sull’orlo-di-una-crisi-di-nervi, con Giorgio Colangeli stupendo padre alla guida della sua fabbrica di torroni, dietetici e non. S’invertono ruoli, si scombinano coppie e matrimoni, o forse ognuno si rivela per come è sempre stato. È una storia di maschi infedeli che sembrano soltanto impegnati a tradire o a nascondere (non sempre) bene di averlo fatto, pesci che si dimenano inutilmente nell’acquario della vita. Da dietro il vetro li osservano donne compiaciute, superiori perché in grado di perdonare/sopportare individui troppo limitati per comprendere la situazione e gestire al contempo una complicata agenda di relazioni.

Il duo in sceneggiatura (Calenda/Ciabatti) completamente femminile, così come la Comencini, autrice del soggetto, garantisce un’assoluta mancanza di par condicio: nel loro mondo la donna vince senza possibilità di risposta sull’uomo-fedifrago (im)penitente. Vagamente troppo semplicistico. Luca Lucini, regista di talento (Solo un padre e Oggi sposi su tutti), sa gestire con mestiere temi e toni della vera Commedia all’Italiana, quella di qualità che fa ridere senza bisogno di comici di grido, parolacce inutili e volgari scenette, ma con una storia ben scritta e bravi attori. Ecco, magari dalla Lodovini ci si aspettava qualcosa più in linea con una locandina da femme fatale piuttosto del solito ruolo da sciatterella che sa piacere. Gassman fa il suo dovere di buon gigione, Argentero quello del timido che sa fare lo stronzo. Un Colangeli soft e la Sandrelli, che apre e chiude il film con saggezza birichina, completano un quadro familiare tutt’altro che tranquillo.

‘Dovresti esserle fedele! Non tradirla con la prima che capita! ‘Con la prima che capita no, ma con la donna della mia vita si’. Bah, nel film funziona, tanto Ludovico non ha visto né sentito niente.

Voto: 7

 

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