A proposito di Roger Waters. The Wall

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Roger Waters – The Wall – Regno Unito 2014 – di Sean Evans, Roger Waters

Documentario/Musicale – 132′

Scritto da Federica Cunego (fonte immagine: movieplayer.it)

“Fear builds walls” Questa frase, che si legge sulle magliette indossate dai bambini del coro del celebre brano Another brick in the wall, sembra racchiudere il significato di Rogers Waters The Wall. Il film infatti si articola su due piani: quello fastoso e coinvolgente del più grande tour mondiale intrapreso da un artista solista e quello del road movie, dove un meditabondo Roger Waters ci accompagna nel cammino dei ricordi, raccontandoci della sua storia particolare ma resa universale dal grido di dolore levato per le vittime della guerra. Roger Waters e Sean Evans esplorano in questo film la tematica della paura di dimenticare le conseguenze della guerra ma soprattutto i propri cari caduti in battaglia. Un viaggio che porterà Waters ad abbattere l’ultimo mattone del muro del passato. I bruschi passaggi dalla maestosità del live all’intimismo del viaggio dell’ex bassista dei Pink Floyd restituiscono l’andamento musicale ed emotivo dell’album, composto da brani delicati alternati a momenti violenti ed esplosivi. Al di là del contenuto della parte on the road (inscindibile dalla storia raccontata nell’album, in cui i brani non sono pezzi a sé stanti, bensì parti di un’opera organica) quello che si apprezza di questo film sono le meravigliose suggestioni visive del concerto, che trasportano lo spettatore (e il pubblico del concerto) in un vortice psichedelico e visionario; le immagini animate, già proposte nel film Pink Floyd The Wall, escono rinvigorite dall’impatto con le nuove tecnologie e regalano uno spettacolo davvero unico. Per quando riguarda la parte più documentaristica, la fotografia è “pulita” e di forte im- patto (come d’impatto sono i dialoghi), ma viene restituita una gigantografia di Roger Waters che rischia di eclissare il nome dei Pink Floyd. Una menzione di merito va fatta al montaggio, che gioca spesso con forme e orizzonti in piacevoli giochi di dissolvenze incrociate. E poi..e poi chiaramente la musica, unica e indiscussa protagonista del film. L’emozione di sentirsi partecipe di uno dei più grandi eventi musicali della storia del rock. La commozione di quelli che sono cresciuti con i Pink Floyd e che hanno sentito nella storia di Pink parte della loro storia. Ma anche l’emozione di chi come me ha imparato ad apprezzare questo album tramite i propri genitori, percependo così l’incredibile attualità dei brani. Perchè, al di là delle vicende autobiografiche di Waters, The Wall racconta di un muro emotivo che la vita ci erige intorno. E di muri da abbattere, ce li abbiamo tutti, grandi o piccoli che siano.

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