Tre Manifesti a Ebbing, Missouri

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Three Billboards Outside Ebbing, Missouri – Regno Unito/Stati Uniti 2017 – di Martin McDonagh

Commedia/Drammatico – 115′

Scritto da Michele Pintaudi (fonte immagine: comingsoon.it)

Ci sono storie che meritano di essere sentite, ascoltate, vissute almeno una volta: quella raccontata da Martin McDonagh in Tre Manifesti a Ebbing, Missouri è senza ombra di dubbio una di queste. Il regista, già noto al pubblico per l’ottimo debutto con In Bruges e per la tiepida black comedy Seven Psychopaths, trova qui la sua definitiva consacrazione con una di quelle pellicole in grado da sola di dare ulteriore risalto ad una già ottima annata a livello cinematografico.

Ma facciamo un passo indietro. Tre Manifesti racconta la storia di Mildred Hayes: una madre divorziata che, a circa un anno dalla morte della figlia, affitta tre cartelloni pubblicitari per mandare un segnale alla polizia che ancora non ha trovato il colpevole. “Stuprata mentre stava morendo”, “E ancora nessun arresto”, “Come mai sceriffo Willoughby?” recitano i tre messaggi, grida di una donna disperata alla ricerca della verità. La pellicola mostra la sua lotta contro le autorità e l’opinione pubblica in un racconto dalle sfumature oscure ma che non rinuncia, come ormai d’abitudine per McDonagh, ad una buona dose di ironia che rende il tutto ancora più soddisfacente.

A questo vanno aggiunti tutta una serie di elementi che, combinandosi alla perfezione, vanno a formare quel puzzle pressochè perfetto che è il nostro film. Abbiamo un’ottima colonna sonora ideata da Carter Burwell, fedelissimo dei fratelli Coen. Abbiamo una sceneggiatura solida e avvincente che colpisce sin da subito per quanto ben costituita. Abbiamo azione ma anche mistero, sarcasmo e persino del grottesco.

Ma soprattutto non manca un cast di attori che merita davvero tutte le menzioni d’onore possibili. Dalla protagonista magistralmente interpretata da Frances McDormand a Sam Rockwell nei panni dell’instabile poliziotto Jason Dixon – entrambi peraltro premiati dall’Academy nell’ultima edizione dei Premi Oscar – fino a Woody Harrelson e a Peter Dinklage: tutti, nessuno escluso, si cimentano qui in performance che non è esagerato definire eccellenti. Se a questo aggiungiamo una caratterizzazione dei singoli personaggi davvero ben marcata e in grado di scavare nel profondo di essi, siamo davvero di fronte ad uno dei migliori film di quest’anno.

Voto: 8

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