Un Affare di Famiglia

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Manbiki kazoku – Giappone 2018 – di Hirokazu Koreeda

Drammatico – 121′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: mymovies.it)

Dopo una delle loro sessioni di furtarelli nei negozi, Osamu e suo figlio s’imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante a prenderla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa a parte delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Anche se la famiglia è povera, riuscendo a malapena a fare abbastanza soldi per sopravvivere attraverso i loro piccoli crimini, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce.

Festival di Cannes 2018, il regista e sceneggiatore giapponese Hirokazu Kore’eda vince la Palma d’oro col suo lungometraggio Un affare di famiglia.

Dopo pellicole come Little Sister, Father and Son e Ritratto di famiglia con tempesta, Kore’eda ribadisce quale sia il tema che contraddistingue le sue opere cinematografiche: la Famiglia.

Ma questa volta, con Un affare di famiglia, decide di fare qualcosa di diverso; in un certo senso svuota e priva di senso la stessa parola, Famiglia.

In una sorta di piccola capanna, in antico stile giapponese, straripante di cianfrusaglie e mobili vivono 5 persone. Tra di loro si chiamano “mamma”, “zia”, “nonna” ma nonostante ciò non sono ben chiari i legami di parentela che dovrebbero unirli.

Una sera di inverno una bambina si ritrova catapultata nella piccola capanna e diventa a poco a poco il 6° membro della “famiglia”.

La piccola, come anche lo spettatore, inizia a conoscere i suoi nuovi “parenti”, entrando così a far parte delle varie dinamiche che li caratterizzano.

La mamma lavora in lavanderia, il padre come operaio per un’impresa edile, la zia fa la spogliarellista nei sexy bar, la nonna si occupa della casa e dei soldi e il figlio aiuta il padre a compiere dei perfetti furterelli nei supermercati per portare il cibo a tavola.

Ognuno dei 5 membri familiari vive la sua giornata con tranquillità e partecipa attivamente alla vita “familiare” portando qualcosa di sé e prendendo qualcosa dagli altri.

Ma le cose non stanno veramente così. Piano piano Kore’eda, con lo svolgersi della pellicola toglie i veli che nascondono e “normalizzano” la semplice e povera famiglia mostrando la vera natura di ciascuno dei 5 membri.

Ma perché non dovrebbero essere una famiglia? Sono solo i legami di sangue e fare si che un’insieme di persone venga considerato un nucleo familiare?

Secondo le norme civili e legali, si.

L’enciclopedia, alla voce Famiglia, recita: Istituzione fondamentale in ogni società umana, attraverso la quale la società stessa si riproduce e perpetua, sia sul piano biologico, sia su quello culturale.

La Famiglia, secondo la società assume il diritto e il dovere di riprodursi e fare perpetuare la società. Sacrosanto.

Ma se ci spostiamo dal tema socio-riproduttivo, cosa è una famiglia.

E’ un gruppo di persone che condividono la vita. Non ci sono più madri, padri, zii o figli, ma solo persone che si aiutano a vicenda, si amano, si odiano, litigano, ridono e piangono.

Questa è la famiglia di Kore’eda.

Perché, come saggiamente dice la “mamma”, Nobuyo, a volte è meglio scegliersela la propria famiglia.

Voto: 8

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