Climax

locandina-24

Climax – Francia 2018 – di Gaspar Noé

Drammatico/Horror/Musical – 95′

Scritto da Fiona Di Santo (fonte immagine: mymovies.it)

Sesso, violenza e pura estetica: Gaspar Noé torna in scena con Climax, il suo nuovo film scandalo e appena uscito nelle sale cinematografiche italiane.

Un gruppo di venti ballerini si raduna per tre giorni in un ex collegio abbandonato immerso in una foresta innevata e solitaria. Decidono di trascorrere l’ultima sera organizzando una festa con balli sfrenati e alcol. Qualcuno però ha drogato la sangria con dell’LSD e la pazzia si impadronisce poco a poco di tutti i presenti.

Come i lavori precedenti del regista argentino, Climax divide la critica: Noé o lo si ama immensamente o non lo si sopporta affatto. Sicuramente non è un film consigliato per stomaci deboli: il sesso estremo e la violenza gratuita sono temi fortemente insistenti e difficilmente digeribili da parte di un pubblico sensibile. Lo spettatore dev’essere pronto a scene crude e forti, che possono spingere addirittura ad abbandonare la sala.

Tuttavia la pellicola non merita di essere scartata a priori, dal momento che presenta diversi punti interessanti su vari aspetti.

Ispirato a una storia vera avvenuta nella Francia degli anni ’90, Climax non punta molto sulla trama, la quale risulta poco consistente, ma si concentra sull’estetica. Gli occhi rimangono fissi sullo schermo, affascinati e trascinati dalle coreografie condotte magistralmente dai ballerini: spicca in particolare l’interpretazione di Sofia Boutella (La Mummia, 2017), che veste i panni della protagonista Selva.

Le inquadrature sono curate nel particolare e seguono le danze estatiche da ogni angolazione: frontalmente, dall’alto, fino ad arrivare a essere capovolte e sempre più confuse.

La musica techno al massimo volume accompagna l’intera pellicola e non lascia alcuno spazio al silenzio. Una scelta insolita per un film del terrore, ma azzeccatissima: come in un rito VooDoo, il ritmo martellante porta ad uno stato di trance che sfocia nella trasformazione dei partecipanti in un nuovo sé, libero da costringimenti sociali e totalmente abbandonato agli istinti più profondi. Alla colonna sonora inoltre collaborano musicisti d’eccezione: basti citare Thomas Bangalter, componente del famoso duo dei Daft Punk, e i Rolling Stones (il lungometraggio si conclude infatti con una cover strumentale del brano Angie).

L’occhio accorto del cinefilo noterà senza dubbio rimandi e citazioni che pervadono il film. Durante la scena iniziale delle interviste ai giovani ballerini, si può infatti notare che, accanto al televisore, impilata insieme a libri e film, si trova la videocassetta di Suspiria, capolavoro di Dario Argento.

Altro punto forte di Climax è senza dubbio la psicologia dei colori, che Gaspar Noé fa sua dipingendo le scene di tinte neon e cupe. Si va dal rosso della violenza e del desiderio ardente, al giallo, indice di pazzia e panico, fino ad arrivare al blu violaceo, che avvolge la scena di erotismo.

Tuttavia il film si apre e si chiude con un colore neutro e abbagliante: il bianco della neve. Un bianco simbolo di purezza ed espiazione. La pace è raggiunta, ma è inevitabilmente connessa con la morte.

Acido e psichedelico, Climax risulta dunque essere un film estremo, crudo e violento, ma che sà indagare appieno la forza del dionisiaco.

Voto: 7

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