Salvador Dali’- La Ricerca dell’Immortalità

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Salvador Dalì – La Ricerca dell’Immortalità – Spagna 2018 – di David Pujol

Documentario – 105′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: thespacecinema.it)

Pittore, scultore, sceneggiatore e non solo. Salvador Dalì, nato a Figueres nel 1904, è stato uno dei personaggi più rivoluzionari del secolo scorso. Visionario e surrealista ma amante dello stile classico, Dalì inizia la sua carriera da artista internazionale formandosi all’Accademia delle Belle Arti di San Ferdinando, dove cubismo e dadaismo hanno un forte ascendete sulle sue prime opere.

Ma la sua passione per l’arte e la pittura sono nati molto prima degli studi, i suoi disegni adolescenziali vedono protagonista la sorella minore, sua prima sostenitrice. La ritrae spesso accanto ad una finestra, i paesaggi e gli sfondi sono la cosa che Dalì ama di più rappresentare. La famiglia è sempre stata orgogliosa del talento di Dalì fino a quando quest’ultimo non ha deciso di avvicinarsi al surrealismo, corrente che meglio rappresenta la sua personalità.

La pellicola di David Pujol suddivide la vita di Salvador in diversi micro-capitoli, ognuno dei quali analizza un determinato periodo storico/artistico attraverso lo sguardo dell’artista spagnolo. Un documentario che riporta a galla dettagli della sua vita privata, di come le sue opere abbiano influenzato il suo essere e di come il suo essere ha influenzato le sue opere. Generalmente si tende a differenziare l’artista dall’arte ma, in questo caso, le due cose coincidono. Dalì ha portato l’arte nella sua vita fino a renderla una vera e propria opera visiva, la sua casa ne è un esempio.

La vita di Dalì subisce innumerevoli cambiamenti ma una cosa rimane invariata: l’amore nei confronti di Gala, una donna dieci anni più grande di lui. I due si innamorano quando Dalì è ancora un novellino nel campo artistico, Gala ha subito visto in lui una luce sulla quale investire tempo e fatica. La loro relazione ha avuto il ruolo di alimentatore per il lavoro di Salvador, e Gala è diventata nel giro di poco tempo la sua musa, la sua modella prediletta e la sua forma di arte più pura.

Salvador non tarda a diventare argomento di discussone nei salotti aristocratici e, dopo la sua collaborazione con il suo amico e regista Luis Bunuel per la realizzazione di ‘Un chien andalou‘, collabora da Luchino Visconti per allestire una sceneggiatura teatrale. Successivamente viene chiamato anche dal maestro dell’orrore Alfred Hitchcock, per la realizzazione della scena del sogno nella pellicola ‘Io ti salverò‘.

Nonostante la sua propensione per l’arte, Dalì non nega la sua curiosità nei confronti della scienza. Infatti, nel suo ultimo periodo di vita, dedica gran parte delle giornate alla ricerca dell’immortalità, teoria secondo la quale Dalì non morirà mai, nemmeno dopo il suo decesso, perché il suo esistere è diventata arte. A coronare questo pensiero è stato il suo ultimo volere, quello di essere seppellito nel museo a lui dedicato di Figueres, tra le sue opere, diventando una parte essenziale della mostra.

Voto: 7

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