Michelangelo Infinito

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Michelangelo Infinito – Italia/Vaticano 2018 – di Emanuele Imbucci

Biografico/Drammatico – 93′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: comingsoon.it)

Dalla decorazione pittorica della Cappella Sistina fino alla conclusione del Giudizio Universale, quarant’anni di storia e racconti intimi del pittore italiano Michelangelo Buonarroti. Un viaggio nelle capitali dell’arte, da Firenze alla Città del Vaticano, per riscoprire sensazioni e pensieri che hanno accompagnato Michelangelo dall’ascesa fino alla sua morte.

Con la realizzazione di ‘Michelangelo Infinito‘ il regista Emanuele Imbucci rinnova i documentari cinematografici creando un nuovo modo di raccontare, che lui stesso definisce film di ‘autorevole finzione’ o ‘documentati’. A differenza di tutti i film sull’arte precedentemente presentate al cinema, Imbucci genera una nuova struttura narrativa basata su quattro diversi piani, che collaborano per rendere fluida e scorrevole la narrazione.

La pellicola ha due personaggi principali: Michelangelo Buonarroti (Enrico Lo Verso) e Giorgio Vasari (Ivano Marescotti). Michelangelo, dalle Cave di Carrara, racconta in prima persona la sua vita artistica, dall’appagamento provato ad inizio carriera fino all’autodistruzione finale. Il secondo, attraverso monologhi teatrali, ricostruisce una linearità storica narrando gli avvenimenti in ordine cronologico. Mentre nel primo ambiente domina la freddezza, la ragione, la sterilità; nel secondo le tonalità sono calde e accoglienti, il linguaggio è aulico, il racconto diventa sentimentale e si avvicina allo spettatore più di quanto riesca a fare il protagonista, che a tratti risulta essere scostante.

Ma il vero cuore pulsante del film risiede nella realizzazione del Cristo Giudice, figura centrale nell’affresco del Giudizio Universale. L’attenzione ai dettagli e la descrizione meticolosa di ogni protagonista presente nell’opera trasporta la spettatore in un viaggio visivo e soprattutto spirituale, in continuo contrasto tra cielo e terra, anime in pace e anime in pena, angeli e demoni. Il montaggio sonoro diventa ritmato con un crescendo di musiche fino a dei veri e propri picchi emotivi.

Ciò che amplifica l’esperienza spettatoriale è l’utilizzo che il regista fa degli effetti speciali. Avvalendosi di un valido team grafico vengono realizzati: modelli in 3D a 360°; pittura digitale per rappresentare i vari passaggi di esecuzione di Michelangelo; computer grafica per le immagini e fotografie e il compositing, che lega il live dell’attore alla scenografia digitale. Elementi che nell’insieme contribuiscono nell’ottenere un realismo inaspettato.

In conclusione viene ripresa una citazione di Auguste Rodin, che descrive al meglio lo stato d’animo del protagonista, le sue preoccupazioni riguardo la morte e la sua disperata ricerca di un’eternità ultraterrena: “Tutte le opere che Michelangelo fece sono così angosciosamente oppresse che paiono volersi spezzare da sole. Quando divenne vecchio giunse a spezzarle davvero. L’arte non l’appagava più. Voleva l’infinito”.

Voto: 8

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