A spasso con i dinosauri

 

Walking with Dinosaurs- Regno Unito/ Stati Uniti/ Australia, 2013- di Neil Nightingale e Barry Cook- Animazione- 87′- Scritto da Alberto Longo (Fonte immagine: MyMovies)

 

Pachi è un giovane cucciolo di triceratopo insicuro e imbranato, destinato a vivere avventure e di-savventure nella dura vita del cenozoico che lo faranno crescere e raggiungere il suo posto nel branco. La BBC è famosa per gli ottimi prodotti televisivi di genere documentaristico per un livello artisti-co, tecnico ed educativo di buona fattura. A spasso coi dinosauri di Neil Nightingale e Barry Cook potrebbe essere la conferma che quei prodotti siano adatti anche di avere posto su uno schermo cinematografico, grazie anche ad una maniacale attenzione del dettaglio animato digitale e della precisa ricostruzione storica. Il film, non a caso, risulta vincente per questi due elementi. Lo staff animato della compagnia australiana Animal Logic e capitanato da Marco Marenghi ha svolto un lavoro certosino: muscoli ed ossa risaltano sotto le squame dei grandi “mostri” del Tardo Cretaceo ad ogni loro passo e sforzo, rendendoli veramente credibili. Tale “realismo” è dovuto però anche ad una nutrita crew di paleontologi che hanno coadiuvato il lavoro degli animatori, ricostruendo con perizia quel lontano periodo, determinando quale fauna fosse effettivamente presente e come questa fosse costituita fisicamente.

Il 3D non infastidisce, anzi, permette di far davvero credere allo spettatore di essere catapultato in quel mondo selvaggio e antico. Insomma, roba da far tremare il colosso spielbergiano Jurassic Park (Id., Steven Spielberg, 1993), in cui i dinosauri di tutte le epoche preistoriche erano poste insieme e spesso con qualche inesattezza fisica delle sue creature (come i Velociraptor). Per carità, Jurassic Park è un favoloso racconto di fantascienza di Michael Crichton ed un’efficace trasposizione cinematografica di “zio Steven” ricco di avventura, capace di spaventare ed emozionare migliaia di spettatori d’ogni età. Si può dire lo stesso per l’opera di Nigthingale e Cook? No. Se il comparto tecnico funziona in maniera ottimale, la parte produttiva ed autoriale combina un gran pasticcio. La BBC pensa infatti ad un prodotto che sia sì educativo, ma con un compromesso d’intrattenimento. Nulla in contrario, il motto “ludere docendo” è caro a diversi pro-grammi educativi o d’informazione che propongono al proprio pubblico: la serie di Piero e Alberto Angela ne è un esempio efficace. Il problema sorge quando questo prodotto debba raggiungere un pubblico variegato secondo età e conoscenze dell’argomento trattato in una sala cinematografica.

La possibilità di rendere interessante una storia di dinosauri è fattibile, ma serve qualcosa di forte. La BBC, regia e sceneggiatura qui sbagliano; non perchè si sia scelto d’indirizzare il prodotto sia più adatto ad un pubblico decisamente giovane, ma per l’imbarazzante superficialità che permea la trama, rendendolo inappagante anche per uno spettatore adulto che apprezza questo argomento storico. La sceneggiatura è infatti incredibilmente superficiale e tanto prevedibile da risultare mortal-mente piatta, con elementi che sembrano più adatti ad una serie televisiva che cinematografica. Non si salva nulla a livello di scrittura: personaggi superficiali e stereotipati, battute fiacche (pochissime gags si salvano), trama lineare e senza alcun colpo di scena. La noia non sovviene ( o almeno viene rimandata) grazie alle riprese dei paesaggi neozelandesi, australiani e dell’Alaska, perfetta cornice per la ricostruzione storica e le relative animazioni. L’introduzione e il finale live action sono inutili e fastidiosi. Nulla da dire sulla colonna sonora di Paul Leonard – Morgan: compie il suo lavoro, ma senza guizzi memorabili o di vera emozione.

In breve… La BBC prova il grande salto sullo schermo più grande del cinema con i suoi dinosauri. La compagnia Animal Logic con lo staff animato capitanato da Marco Marenghi e lo studio paleontologo alle spalle compiono un incredibile lavoro di ricostruzione storica e visiva, capace d’immergere lo spettatore nel tardo Cretaceo e fargli credere che quelle creature siano veramente reali. Peccato che alla base vi sia un’insopportabile storiella di esagerata superficialità, tanto da sembrare una brutta copia delle storie narrate da Don Bluth (Alla ricerca della Valle Incantata; 1988) e dalla Disney (Dinosauri; 2000) e che facilmente annoierà uno spettatore al di sopra dei sette anni. Peccato, perchè a livello visivo il film vale la pena di essere guardato, complice anche un 3D ben riuscito. Una buona occasione letteralmente gettata al vento, lasciando lo spettatore interdetto.

Voto:  4

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