Amici di letto

Friends with Benefits- Stati Uniti, 2011- di Will Gluck- Commedia, 109′.

Scritto da Alberto Longo (fonte immagine: MyMovies)

 

La giovane cacciatrice newyorkese di teste Jamie convince il designer Dylan ad accettare un posto di lavoro a New York. Tra i due, nonostante le differenze, c’è subito attrazione, ma per evitare i problemi di coppia da cui entrambi sono fuggiti, decidono d’instaurare un rapporto d’amicizia basato sul solo rapporto fisico. Ma al cuor non si comanda…
Ragionare con la testa per non deludere il cuore godendone il massimo beneficio: potrebbe funzionare? Will Gluk firma una commedia frivola e scanzonata, capace di creare momenti divertenti con l’ottima interpretazione dei protagonisti Justin Timberlake (Dylan) (che già aveva dato ottima prova di sé con The Social Network di D. Fincher, 2011) e Mila Kunis (Jamie) e quella esilarante di Woody Harrelson, nel ruolo del collega di lavoro gay di Dylan.

Il film procede frenetico e scorrevole, creando tante risate con gags e una buona serie di botte e ri-poste in rapida successione, sbeffeggiando lo stile di vita newyorkese e i rapporti di coppia da film. Tuttavia, a lungo andare, la trama risulta eccessivamente liscia, senza sbalzi o colpi di scena che rendano Amici di letto davvero originale, con i soliti meccanismi da commedia romantica americana moderna (Pretty Woman di Gary Marshall, 1990 e Notthing Hill di Roger Mitchell, 1999) ne sono esempio e colonna portante) per intrattenere il pubblico per 109 minuti con la presenza di due attori famosi ed attraenti, un ritmo più disteso e patetico nella parte centrale del film, per non dimenticare il balletto finale, molto in voga negli ultimi anni nei film made in Usa. La colonna sonora tiene banco con pezzi ballabili pop commerciali, ma per nulla originali. In breve… Amici di letto è un film che dissacra rapporti di coppia e stili di vita americani con umorismo spiccio e scanzonato che regalano tanto divertimento, ma senza alcuna novità. Ottimi Timbarlake, Kunis ed Harrleson nelle loro interpretazioni.
A cuor non si comanda. Al dicat hollywoodiano sì.

Voto: 5

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