Cheatin’

 

Stati Uniti, 2014, di Billy Plympton- Animazione, 76′. Scritto da Alberto Longo (Fonte immagine: MyMovies)

L’incontro tra Ella e Jake è un vero colpo di fulmine. Ma il loro rapporto è in pericolo: l’appetito di altre donne per il granitico benzinaio sarà la miccia di una serie di tradimenti. L’abisso sembra incolmabile tra i due. “Where does Bill buy his drugs?” (” Dove diavolo compra le sue droghe Bill?”). Le parole di Terry Gilliam, regista, sceneggiatore, scenografo e animatore di successo non sono esagerate: Billy Plympton è uno degli autori più prolifici e creativi nel panorama dell’animazione indie, capace di risultare sempre originale divertendo, scandalizzando, lasciando basiti con il suo surrealismo, le sue gags, le assurde quanto geniali trovate visive (sue le ultime trovate visive della sigla della serie di Matt Groening, “The Simpsons“). La forza del regista natio dell’Oregon è proprio quella di poter raccontare qualsiasi storia, senza che alcun tabù possa rovinare la festa. Le sue opere sono dei veri cocktail (acidi?)e l’incessante humour dalle più variegate forme li rendono veramente esplosivi.

Cheatin’ non è da meno, anzi, sembra presentare delle lievi differenze con altre opere rendendolo un prodotto di per sè più “elevato”. La storia d’amore non è nuova nelle opere di Bill Plympton (Hair High, 2004, e I’ve Married a Strange Person, 1997, sono un esempio), ma qui si scava decisamente più a fondo nel sentimento e dei pericoli che possono scalfirlo o rinforzarlo, rendendolo un prodotto forse più “maturo” e decisamente originale, soprattutto grazie ad alcune trovate visive decisamente poetiche e ottimamente congeniate nella loro semplicità. Come detto, Plympton non ha peli sulla lingua: sesso e violenza sono espliciti, ma mai volgari o inaccettabili, grazie a quell’humour “plymptoniano” dell’assurdo, dal forte gusto cartoonesco. Le opere del regista sono tutte disegnate a mano, “frame by frame”. Anche in questo caso la tecnica è invariata, ma per il colore, stavolta, Plympton si è servito degli acquerelli, donando al suo lavoro un tocco di eleganza in più, nascon-dendo uno scheletro narrativo tradizionale e a prima vista semplice, ma non esente da qualche piccolo colpo di scena e l’occasione di non prendersi sul serio.

Nessuno spazio per le parole: i personaggi si spiegano a gesti perfettamente, già successo con il bellissimo Idiots and Angels (2008) e la colonna sonora di Nicole Renaud e alcuni intermezzi classici (omaggio all’opera lirica italiana con la “Traviata” di Verdi e “Pagliacci” di Leoncavallo) ben si sposano con gli eventi, incentivando quell’aria surreale e leggera che pervade il mondo animato plymptoniano. In breve… Il settimo progetto di Bill Plympton, crowfunding e dalla tecnica tradizionale, prende vita, regalando 76 minuti di divertimento. Se la vicenda può risultare classica, soluzioni visive e trattamento dei temi sono ottimamente congeniali, rendendo il film un’originale sorpresa per adulti da scoprire.

Voto: 8

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