Free Birds – Tacchini in fuga

 

Free Birds, Stati Uniti, 2013, di Jimmy Hayward, Animazione, 91′. Scritto da Alberto Longo (Fonte immagine: Amazon.it)

Reggie è un tacchino da allevamento, ma a differenza degli altri del suo gruppo comprende che la loro vita è destinata la macello. Emarginato dai suoi compagni, viene scelto dal Presidente degli Stati Uniti d’America come “tacchino graziato”. La nuova vita è per lui una vera pacchia, ma il rocambolesco incontro con Jack, fondatore ed unico membro del “Fronte per la liberazione dei tacchini”, gli farà vivere un’incredibile avventura per cambiare la storia e salvare tutti i tacchini. “La gallina non è un animale intelligente…” cantavano AurelioCochiPonzoni e Renato Pozzetto sulle note di Enzo Jannacci. Qui galline non ce ne sono, ma si sa che neanche i tacchini brillino per intelletto. Eppure nell’opera di Jimmy Haward e prodotta dalla Reel Fx sono protagonisti loquaci, coraggiosi, saggi. Inutile negarlo: il soggetto ideato da David I. Stern e John J.Strauss è decisamente strampalato, se non folle. Ma non sempre le idee più strane vengono a nuocere.

Tra tanti esempi, impossibile non pensare a Chicken Run (Galline in fuga, 2000) di Peter Lord e Nick Park: galline capaci di organizzarsi, ribellarsi, capaci, con l’aiuto di un gallo imbroglione, di raggiungere il loro scopo. Parlandone così, Free Birds sembra non discostarsi molto: per protagonisti c’è una coppia (di amici), un gruppo da conquistare, una missione importante da portare a termine. Le animazioni sono di buon livello, colorate, ben costruite e divertenti da guardare. I protagonisti sono ben delineati e svolgono a sufficienza il loro compito di portare lo spettatore a passare 91 minuti di divertimento. Ma perché scomodare un capolavoro come quello della Aardman Animation in stop motion? Free Birds è un progetto che fa sorridere, ma non funziona. E non solo perchè il Thanksgiving Day è un’usanza sconosciuta non solo nel Bel Paese, ma in tutta Europa. Certo, anche Halloween è arrivato a noi grazie soprattutto al cinema.

Ma qui è diverso: il prodotto non è forte abbastanza da esportare non solo un’usanza, ma anche incredibilmente banale per far scoppiare uno spettatore di qualsiasi età in una sonora e sincera risata. La colpa ricade principalmente sulla sceneggiatura di Scott Moisier e Jimmy Hayward, incapace di regalare momenti di vera emozione, anche solo quella sguaiata di una commedia americana sguaiata. Certo, i personaggi di Reggie e Jack sono simpatici e il duo del forzuto e del mingherlino è un classico che sarà sempre apprezzato se costruito a dovere. Ma non basta: per quanto i personaggi secondari possano rialzare l’attenzione, la storia incede lineare e senza alcuna sorpresa. Qualche trovata strappa una risatina strozzata, alcuni personaggi di contorno potevano fare la differenza a livello di gags, qui fiacche e ritrite.

Nulla davvero da dire su tutte le altre componenti tecniche: montaggio, fotografia e sonoro compiono il loro lavoro al servizio della storia, senzainfamia e senza lode. Le animazioni, come ho detto, sono di buon livello e capaci di attirare l’attenzione dello spettatore deluso dalla storia.In breve…Free Birds di Jimmy Haward tenta il grande balzo in Europa per portare i suoi tacchini mattacchioni al salvataggio del Giorno del Ringraziamento. Se il comparto animato e la costruzione dei protagonisti funziona, sceneggiatura e regia fanno solo tanto fumo, con gag telefonate o decisamente stupide (se non offensive). Tanto fumo e poco arrosto e le galline in plastilina tarpano le ali ai tacchini 3D.

Voto: 4

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