Hotel Transylvania

2012, Stati Uniti, di Genndy Tartakovsky, Animazione, 92′. Scritto da Alberto Longo (Fonte immagine: MyMovies)

Dracula decide di costruire un hotel a cinque stelle per ospitare in tutta tranquillità colleghi affini e proteggere l’amata figlioletta Mavis dagli esseri umani. In occasione del 118° compleanno di quest’ultima, la sicurezza dell’hotel avrà una falla…
Ci hanno spaventato, ci hanno anche fatto ridere. Hanno finito per farsi amare: i protagonisti indiscussi del cinema horror tornano più colorati e vivi che mai e capiremo che, forse, non ci hanno mai davvero lasciato. E’ compito di Genndy Tartakovsky presentarci per l’ennesima volta Dracula, L’Uomo Lupo, Frankenstein e combriccola come effettivamente non avevamo ancora visto: padri iperprotettivi, impeccabili direttori d’hotel, amici di vecchia data in cerca di riposo. Insomma, quan-do mai i Mostri (sacri) sono stati così simili a noi? Il regista, apprezzato per il suo lavoro nelle serie animate di Star Wars: Clone Wars e Samurai Jack, riporta sul grande schermo uno stile semplice ed efficace capace di suscitare simpatia e divertimento, esagerando gestualità ed espressioni corpo-rali per esprimere emozioni e il carattere di ciascun “mostro”, rendendoli a tutti gli effetti unici e in-confondibili.

Non da meno anche l’attenzione posta per la costruzione degli ambienti, evocatori dei film d’origine dei beniamini dell’orrore, in cui l’occhio dello spettatore s’aggira frenetico grazie ad un montaggio capace di regalare in certi frangenti interessanti risultati. Decisamente d’altro avviso il livello narrativo della storia: la sceneggiatura firmata da Peter Baynham e Robert Smigel punta sempre sull’umorismo che Tartakovsky impone, ma l’ipercinesia da cui è permeata fa sì che solo poche gags delle centinaia proposte facciano davvero ridere e che vengano debitamente gustate. Il soggetto di Todd Durham, Dan & Kevin Hageman non brilla certo per originalità (i “freaks” di Tim Burton e “Monster & Co.” di casa Pixar possono confermarlo) e il duo non crea davvero nulla di nuovo, a favore di una trama classica, inevitabilmente prevedibile e lineare. Peccato, perchè era stato proprio Baynham a firmare la sceneggiatura del divertente Il Figlio di Babbo Natale della Aardman Animation. L’analisi dei personaggi risulta riuscita per i mostri classici (primo su tutti l’Uomo Lupo e i suoi scatenati cuccioli) rivisitati nel XXI secolo; il background dei miti letterari e cinematografici fa sì che questa loro nuova edizione li preservi in parte dallo sterotipo da commedia americana.

Lo stesso discorso non è possibile farlo invece per i personaggi moderni: il pubblico adolescenziale li adorerà, ma non presentano un vero e proprio spessore. Il cast del doppiaggio originale presenta nomi come Adam Sandler (Conte Dracula), qui in veste anche come produttore esecutivo, Steve Buscemi (Uomo Lupo), Ceelo Green (La Mummia), Selena Gomez (Mavis); il doppiaggio italiano vanta i nomi di Claudio Bisio nel ruolo di Dracula e Cristiana Capotondi nel ruolo di Mavis. L’attore italiano tuttavia esagera nello sbeffeggio del personaggio accentuando l’accento slavo, allontanandosi dall’idea americana di omaggiare l’interpretazione di Bela Lugosi. La colonna sonora di Mark Mothersbaugh incalza e viene risucchiata nel ritmo esagitato del film, lasciando spazio a pezzi di genere dance, rap e decisamente più commerciali. Con immancabile balletto finale.

In breve… Genndy Tartakovsky celebra il suo battesimo per il suo primo lungometraggio nell’Hotel di Dracula e colleghi affini con uno stile cartoonesco di ottima fattura, godibile e divertente. La ricostruzione dei personaggi classici è ben fatta anche a livello narrativo, ma la sceneggiatura non decolla e non regala nulla di nuovo dalla trama classica e lineare che tutti conoscono. Il 3D enfatizza il buon montaggio di qualche sequenza, ma è davvero troppo poco per dichiarare un buon lavoro. Insomma, il depliant dell’Hotel è incredibile, ma il servizio, purtroppo, sufficiente.

Voto: 6

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