I Croods

The Croods, 2013, Stati Uniti, di Kirk De Micco e Chris Sanders, Animazione, 101′. Scritto da Alberto Longo (Fonte immagine: Music First)

 

Grug, patriarca di una famiglia preistorica, teme la notte e le novità in quanto portatori di pericoli, costringendo i suoi cari a lunghi periodi nella caverna. In seguito ad un terremoto, la loro vita cambierà per sempre. Solo con l’aiuto di Guy, ragazzo nomade conosciuto dalla figlia Hip dopo aver disobbedito al padre, avranno una chance di sopravvivere.
“Yabba Dabba Do!” Come scordarsi l’esclamazione del più famoso cavernicolo del piccolo schermo animato, mentre corre alla sua macchina dopo una dura giornata di lavoro? Era il 1960 quando andò in onda la prima puntata della serie animata “Flinstones” (Gli Antenati in Italia) di Hanna & Barbera, durata fino al 1966. Nel corso degli anni il tema preistorico è stato ripreso svariate volte e in di-verse forme, come i rocamboleschi Jurassic Park (1993) e Il mondo perduto-Jurassic Park (1997) di Steven Spielberg (senza dimenticarsi le avventure animata per i più piccini de La valle incantata di Don Bluth, 1988; We’re Back! -Quattro dinosauri a New York di Simon Wells del 1993 e anche il più tecnologico e recente Dinosauri targato Disney nel 2000 ), il fantascientifico 10.000 A.C. di Roland Emmerich (2008).

Ancora in auge negli ultimi anni grazie alla fortunata serie de L’ era glaciale firmata dalla Dreamworks, chiunque potrebbe scommettere che quest’opera non presenti nulla di nuovo, proponendosi come semplice film d’intrattenimento per famiglie. Ma è grazie alla regia e alla sceneggiatura (con Kirk De Micco) di Chris Sanders (Lilo & Sticht, 2002, Dragon Trainer, 2010; nonchè sceneggiatore di alcuni maggiori successi Disney come La Bella e la Bestia; Aladdin; Il Re leone) che I Croods riescono a sollevarsi e a portare una brezza d’aria fresca nel filone avventuroso di clave e caverne. Lo stile tecnico del film è brillante: coloratissimo (a tratti psichedelico), la luce è la vera protagonista, capace di mostrare le due diverse facce del mondo in cui i personaggi si muovono. A rinforzare il tutto uno strabiliante uso del ritmo nei momenti più movimentati, come la caccia mattutina, capace di regalare vero divertimento per tutti. I personaggi sono ben caratterizzati non solo da uno stile cartoonesco gradevole, capace di suscitare ilarità nelle sempre efficaci gags da slapstick che strizzano l’occhio a Wile Coyote & Be-Beep dei Looney Tunes, ma anche a livello di scrittura.

Giocando infatti sull’ignoranza di ciò che il mondo proponga loro e cosa la genialità della mente umana possa mettere in atto, la variegata famiglia Croods compie un viaggio non solo per una nuova casa, ma anche alla scoperta di sè stessi, grazie alla larga veduta d’orizzonti di Guy (e primo scopritore del fuoco); l’esuberante Hip sarà la prima donna ad impazzire per le scarpe; Grug il primo ad avere la crisi di mezza età e ad avere insospettabili quanto spassose trovate moderne; Ugga e Granny la prima mamma “moderna” e la suocera insostenibile. Tonco scoprirà che gli animali domestici non sono i bambini, come la feroce sorellina Sandy. I personaggi secondari sono animali preistorici: capaci di rimanere impressi nella mente dello spettatore, è il bradipo Belt (Laccio in italiano ed interpretato da Chris Sanders) a farla da padrona, persino superando i comprimari umani. Le voci in lingua originali s’avvalgono di star conosciute dal pubblico ed azzeccate: Nicolas Cage per Grug; Ryan Reynolds (Buried- Sepolto vivo di Rodrigo Cortes, 2009) per Guy; Emma Stone (The Amazing Spider-Man, 2012); Catherine Keener per Ugga; Cloris Leachman.

Il film viene scandito quindi da un buon ritmo narrativo per quasi tutta la sua durata  (il finale potrebbe risultare un po’ smorzato), bilanciando i momenti più attivi con gags fisiche e verbali che spesso sfuggiranno ai più piccoli. Da cornice, il classico tema ecologista e distruttivo della natura che riesce tuttavia ad essere incalzante e fautore di momenti altamente drammatici. Il 3D è un elemento accessorio usato in modo soddisfacente nelle scene ad impatto fortemente visivo, come lo stormo dei “Piranhakeets”. Le musiche di Alan Silvestri analizzano ed incentivano le portate comiche, avventurose, di tensione, drammatiche avvalendosi dei clichè hollywoodiani degli archi per gli ultimi due. Risultano invece più curiosi i primi due per l’utilizzo di percussioni, xilofoni come richiamo all’elemento tribale e alle ossa, aggiungendovi una componente che sembra richiamarsi allo swing (indimenticabile la scena della caccia all’uovo).

In breve… Chris Sanders riporta alla luce una storia preistorica con personaggi proiettati verso “Domani”, il futuro. Prodotto per famiglie, strabilia per la bellezza tecnica, il ritmo sostenuto ma non forsennato e la buona scrittura del viaggio fisico ed interiore di un nucleo familiare all’antica. Pochi personaggi umani (7 in tutto) e altrettanti animali (5 in tutto): a vincerla sono il capofamiglia Grug (se la contende con la piccola Sandy e Granny) e il bradipo Laccio. Prodotto fresco, ma non rivoluzionario nè originale, propone cliches con garbo e frena moderatamente nel finale. Buon utilizzo del 3D, le musiche di Alan Silvestri danno ulteriore spinta alla vicenda senza però rimanere del tutto memorabili. Da spartire con i “Flinstones” i “Croods” hanno poco, sicuramente tra quelle non solo il nucleo familiare, ma anche il divertimento e la simpatia.

Voto: 7

 

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