Country for Old Men

Locandina_CountryOldMen

Country for Old Men – Italia/Ecuador 2018 – di Stefano Cravero e Pietro Jona

Documentario – 77′

Scritto da Michele Pintaudi (fonte immagine: lab80.it)

In un mondo sempre connesso come quello di oggi ci sono sempre e comunque storie che, nonostante spesso non siano sotto gli opprimenti riflettori del mondo dell’informazione, meritano di essere raccontate. Storie che magari non sono nulla di eclatante, ma che molti di noi ignorano, semplicemente perché non se ne parla. Ecco, questa è una di quelle.

Con un titolo che ricorda inevitabilmente un cult del cinema moderno, Country for Old Men è il modo con cui gli italiani Stefano Cravero e Pietro Jona raccontano una forma di immigrazione che in pochi prendono in considerazione: l’esodo dei pensionati statunitensi verso il più accogliente Sud America. Una sorta di immigrazione al contrario insomma, raccontata in questo documentario che riesce in poco più di un’ora a mostrarci l’altra faccia della medaglia e a porci sin dall’inizio di fronte ad un quesito: come funziona? Nella cittadina ecuadoregna di Cotacachi si sono stabilite col passare degli anni diverse persone anziane, incapaci di sostenere un regime fiscale costoso come quello degli Stati Uniti. Qui riescono invece senza troppe difficoltà, almeno dal punto di vista economico, a condurre una vita più che dignitosa senza doversi privare di nulla.

I cosiddetti “gringos”, a dirla tutta, non faticano ad adattarsi ad un mondo completamente nuovo come può essere l’Ecuador: una realtà dove tutto risulta accessibile, dalla sanità al dentista per il proprio animale domestico. Sorprende vedere come molti di questi pensionati, tra cui peraltro spiccano alcuni professionisti di fama non indifferente, abbiano cambiato il proprio modo di vedere il mondo e “lo straniero” in virtù dell’evolversi della situazione. Alcuni addirittura tentano, con risultati anche divertenti, di destreggiarsi con la nuova lingua per inserirsi sempre di più nella società che sta dando loro nuova vita, senza però mai abbandonare un’inevitabile nostalgia di casa.

Non manca un lieve controsenso: alla mancanza della terra natia corrisponde infatti il desiderio, da parte di alcuni membri di questa comunità, di porre un freno a queste migrazioni. Chi è fuggito, insomma, non vuole che questa nuova isola felice venga eccessivamente contaminata dal continuo arrivo di altri.

Vi invitiamo dunque, in vista dell’uscita nelle sale il prossimo 1 ottobre, a dare un’occasione a Country for Old Men: un documentario che ci sentiamo di promuovere anche soltanto per il fatto di aver narrato, in maniera chiara e trasparente, una situazione di cui molti non sono a conoscenza. Una situazione, come detto, che meritava di essere raccontata.

Voto: 7

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