Walt Disney e l’Italia – Una storia d’amore

2014, Italia, di Marco Spagnoli, Documentario, Biografico 60′. Scritto da Alberto Longo (Fonte immagine: Wakeupnews )

Il rapporto tra Walt Disney e l’Italia è sempre stato molto vicino; con l’aiuto di diverse personalità legate al mondo dello spettacolo, viene ripercorsa questa piccola storia d’amore.
Era il 1935 quando Walt Disney venne per la prima volta a Roma in occasione di una grande serata in suo onore con proiezioni esclusive di tutte le sue opere al cinema Barberini. Si può dire che da allora è scaturita una scintilla, creando un fuoco che ancora oggi sussiste vivacemente nel Bel Paese. In occasione dell’arrivo nelle sale di Saving Mr.Banks di John Lee Hancock, Marco Spagnoli propone questo documentario prodotto dalla Walt Disney Company Italia in cui diversi volti noti del mondo dell’arte e dello spettacolo di ogni generazione ricordano e parlano del magnate statunitense e dei suoi prodotti. L’Italia ha sempre amato Walt Disney (e il documentario conferma che il sentimento era reciproco anche per il produttore californiano) tra folle in delirio nei suoi viaggi nel nostro Paese e prodotti fumettistici originali che vennero apprezzati e accettati anche dal mondo statunitense.

Le curiosità che il film propone sono tante: interviste con ospiti famosi (come Bruno Bozzetto, Enzo d’Alò, Riccardo Scamarcio, Luca Ward e molti altri) che raccontano il proprio rapporto con la poetica del genio; filmati di difficile reperibilità, come l’incontro tra Vin-cenzo Mollica e Federico Fellini, la discussione a tre tra Umberto Eco, il maestro Manzi e Gianni Rodari. Nonostante tutto, però, il simpatico omaggio non osa più di tanto nel raccontare di questo incredibile personaggio (inutile dire che non v’è spazio per critiche a lui mosse dai più, che riguardassero il rapporto tra Mussolini e l’arte di Disney o delle molte contenute nel controverso Walt Disney: Hollywood’s Dark Prince di Marc Elliot e pecca in un compitino che potrebbe sembrare semplice e sfizioso, con una punta eccessivamente zuccherosa le introduzione “favolesche” di Serena Autieri. Eppure l’omaggio sarà gradito non soltanto agli appassionati, ma anche a tanti curiosi che hanno saputo apprezzare la filosofia e la creazione di quello che, senza ombra di dubbio, è stato un pioniere e un visionario per l’Animazione.

Voto:6

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