Without

 

2011, Stati Uniti, di Mark Jackson, Drammatico, 88′. Scritto da Alberto Longo (Fonte immagine: IMDb)

Per elaborare un profondo lutto, Joslyn accetta di prendersi cura di un anziano in stato vegetativo su una rigogliosa isola remota. Separata dal mondo, la routine della protagonista si trasformerà in una lotta tra sessualità , senso di perdita e senso di colpa, divisa tra un senso di consolazione e di sospet-to crescente dalla compagnia del vecchio… La solitudine è una scelta o esilio dettato dalle circostanze? Cosa spinge l’essere umano ad accettarla, quale gioia può trarne? Contemplazione, distruzione? Il suo viaggio introspettivo può avere condivisione o ciò determinerebbe la fine di ogni cosa? Mark Jackson non narra, ma ammutolisce narrazione e spettatore alla ricerca di quelle risposte, lasciando che siano le immagini e i pensieri sempre più espliciti di Joslyn a darle. Più che un viaggio, il film mostra una lenta ed inesorabile discesa nel baratro di una solitudine desiderata, in cui tuttavia la giovane cerca un appiglio o almeno una luce per non precipitare a capofitto nel buio. Nasce così un’opera prima non priva d’intensità , inquietudine, dolore che trapelano da una buona fotografia dai colori spenti e freddi capace di sostenere la distaccata narrazione dei “non-eventi” di quella che dovrebbe essere una grigia routine.

La pregevole (e sorprendente) recitazione della giovane attrice Joslyn Jensen sa creare un giusto senso di vuoto e mancanza, in sintonia con il grigiore della casa, del perenne cielo plumbeo; i primi piani accentuano l’idea di questo suo svuotamento ed annullamento, a dispetto invece della parallela ricerca di qualcosa che possa (sappia) riempirla di nuovo, erotismo in primis. Il personaggio interpretato da Ron Carrier, nel suo totale annullamento ed immobilità , è presenza irremovibile ed insi-stente, quasi ossessiva per Joslyn: proprio da lui e non da altri personaggi che potrebbero darle quel che cerca (amicizia, conforto, amore), la ragazza cerca risposta alla sua solitudine, ricevendone ulteriore in cambio e sempre più interrogativi. Sono proprio questi interrogativi a guastare la scena: alcuni elementi vengono lasciati (volutamente) aperti con poche delucidazioni, con la scusa di una libera interpretazione, forse per (concreta) paura di cadere nello scontato; il risultato può non convincere appieno lo spettatore, lasciandolo con l’amaro in bocca.

Altri elementi invece sono chiusi frettolosamente (le relazioni coi personaggi secondari), sacrificati e stilizzati a brevi risposte alla solitudine per il bene del filo conduttore maggiore: la solitudine. Perciò, oltre a Joslyn Jensen, nessun altro interprete è così degno di memoria, lieve eccezione per Carrier. Il soggetto non è originale, anzi, alquanto scontato e la narrazione spesso incappa in eccessiva pedanteria con tempi dilatati o “tirati per le lunghe” sebbene il senso di elaborazione di un lutto e il contrasto tra svuotamento/ riempimento emerga in modo lampante in breve tempo. Ai dialoghi, pochi e scarnificati, e alla musica viene giustamente privilegiato il silenzio: la fotografia di J. Dimmock e D.Garcia compiono il vero lavoro, enfatizzando l’interpretazione dell’attrice protagonista. Un peccato, considerando la buona prova registica di Jackson, che non eccelle altrettanto in sceneggiatura e montaggio, convenzionale e subordinato alla narrazione.

In breve… Without, opera prima di Mark Jackson, in quanto a regia, sceneggiatura e montaggio, è un invito al silenzio e alla condivisione distaccata della solitudine di Joslyn, dei suoi tormenti e delle sue smanie che lo spettatore può provare a rendere proprie, trovandovi risposta, o lasciandosi travolgere. La pregevole interpretazione di Joslyn Jensen e la buona fotografia di J. Dimmock e D.Garcia sanno creare la giusta freddezza fisica e psicologica della vicenda, sorreggendo un soggetto affatto originale ed una sceneggiatura “crepata” da questioni lasciate volutamente aperte, ma prive di chiarimenti o frettolosamente chiuse. Ma se di disincantata solitaria routine si parla…

Voto:6

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