Vicini del terzo tipo

vicini del terzo tipoThe Watch – USA 2012 – di Akiva Schaffer – azione/commedia/fantascienza – 102′Scritto da Giulia Bramati (fonte immagine: imdb.com)

Evan è un attivo cittadino di Glenview, promotore di gruppi di ritrovo. Quando un omicidio sconvolge la quiete della comunità cittadina, decide di costituire un club di vigilanza notturna, per catturare il pericoloso kil- ler. Ma alcuni indizi rivelano che l’assassino è un alieno sbarcato sulla terra insieme a numerosi compagni.

Il tentativo di Akiva Schaffer di realizzare un mistery movie in chiave comica si è rivelato decisamente malriuscito nella sua ultima pellicola Vicini del terzo tipo. Come si deduce dal titolo italiano, i protagonisti del film devono fronteggiare un’invasione aliena in una cittadina dell’Ohio. L’omicidio di una guardia notturna spinge Evan, direttore del supermerca- to “Costco” e cittadino modello, ad istituire un gruppo di vigilanza nottur- na per tutelare la tranquillità di Glenview. I membri di questo club sono però male assortiti e interessati più a divertirsi che a controllare il territorio.

L’intento degli sceneggiatori Seth Rogen – già autore di Strafumati e Superbad – e Evan Goldberg era quello di miscelare due generi ben di- versi come la commedia e il film di fantascienza, inserendo personaggi comici, interpretati da Ben Stiller e Vince Vaughn, in un contesto inusuale. L’idea è senz’altro interessante, perché il film non si limita ad essere una banale parodia, ma è la commistione di elementi appartenenti a generi di- versi. Per esempio, i movimenti di macchina lenti, le carrellate e gli zoom sui protagonisti, accompagnati da un sottofondo musicale di tensione, creano l’effetto di suspense tipico dei gialli hollywoodiani, grazie anche agli effetti di montaggio; al contrario, le scene iniziali di presentazione dei personaggi e della situazioni sono tipiche della commedia, con un montaggio da videoclip musicale.

Questi accostamenti apparentemente innovativi non sono in realtà nulla di nuovo: è sufficiente pensare alla commedia inglese L’alba dei morti dementi di Edgar Wright, dove l’elemento grottesco rappresentato dagli zombie si accosta allo stile comico dei personaggi e delle situazioni. In quel caso, però, il divertimento dello spettatore era assicurato dalle situazioni comiche e dalle assurde reazioni del protagonista. In Vicini del terzo tipo, l’umorismo è relegato a banali battute a sfondo sessuale non partico- larmente divertenti e spesso anche ricorrenti nel corso del film. I colpi di scena sono scontati: personaggi buoni si rivelano cattivi, potenziali killer si rivelano organizzatori di baccanali. Il soggetto del film è inconsistente, e non trova riscatto nella stesura dei dialoghi. Le commedie hollywoodiane, solitamente, hanno il privilegio di attrarre lo spettatore, questo film, invece, non invoglia a scoprire il finale, peraltro altamente scontato.

Importanti gli effetti speciali presenti del film, utilizzati soprattutto nella seconda parte caratterizzata dalla presenza degli alieni. I “vicini del terzo tipo” sono rappresentati in modo negativo per gran parte della pellicola, ma subiscono un leggero riscatto nel finale, che si risolve nel più classico dei modi con un epico happy end.

Voto: 3

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