The Place

locandina-18

The Place – Italia 2017 – di Paolo Genovese

Drammatico – 105′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: mymovies.it)

Presentato in anteprima al Festival del cinema di Roma 2017, “The place” è il riadattamento cinematografico della serie televisiva americana “The Booth at the End“.

Diretto da Paolo Genovese che, come nel suo precedente lavoro “Perfetti sconosciuti“, mette in scena una narrazione corale che vede protagonisti ben undici personaggi diversi.

Gente con sogni e speranze inusuali si reca ogni giorno al The place per chiedere consigli ad un uomo misterioso. Non conosciamo il suo nome, ma il suo sguardo assente e le rughe di troppo sulla zona frontale del viso ci fanno dubitare sulla natura del suo personaggio. 

Il suo lavoro è far si che tutte le richieste diventino realtà, una specie di Dio sceso in Terra che stabilisce chi deve fare cosa. Le persone che ricorrono in suo soccorso devono rispettare un accordo che, il più delle volte, si rivelerà essere poco ortodosso. I suoi ordini sono all’apparenza insensati, desideri di un sadico che ha troppa poca stima di sé per agire e cambiare la sua triste esistenza. Ma, dall’altra parte, i frequentatori hanno la possibilità di tirarsi indietro e rifiutare la sua offerta in qualsiasi momento, senza alcuna ripercussione. 

Un padre disperato che non accetta di veder morire il suo bambino per un tumore in uno stato avanzato; un meccanico sulla cinquantina che sogna di passare una notte con una modella che ha la metà dei suoi anni; una giovane suora alla ricerca del suo Dio perduto; un ragazzo cieco che è stanco di vedere il mondo di un solo colore, sono solamente alcune delle personalità che Genovese sceglie di incarnare.

Tutti questi soggetti, pur essendo idealmente così lontani, vengono mossi da uno stesso istinto primordiale che gli accomuna, l’amore. Il desiderio di ricevere amore rende le persone oggetti nelle mani di questo giustiziere, che promette di realizzare i loro sogni senza chiedere alcuna retribuzione in cambio. 

Fino a che punto la gente può spingersi per amore? 

Un ragazzo riuscirebbe a violentare una donna?  

Un padre di famiglia ce la farebbe a privare una bambina di sei anni della sua vita? 

Se inizialmente questo film sembrava una forte critica alla società italiana, alla fine si è rivelato una lezione di vita. Accettare ciò che la quotidianità ci offre è un appagamento che nessun altro volere potrebbe soddisfare. L’unico desiderio che si avvererà nel film avrà un finale tragico. La materializzazione di un sogno folle non è altro che un invito all’autodistruzione e annientamento della propria persona. 

Nonostante sia interamente ambientato in una sola location, “The place” non risulta essere un film claustrofobico ma, al contrario, dona un senso di protezione per lo spettatore. Quest’ultimo viene tutelato dai racconti dei personaggi, non essendo così obbligato a vedere le azioni che essi sono capaci di compiere. 

The place, a parte essere il nome del locale, è una definizione abbastanza generica che si potrebbe attribuire ad un qualsiasi luogo. Il desiderio di Genovese, di rimanere ancorato alle emozione dei suoi protagonisti, fa si che spazio e tempo passino in secondo piano nella narrazione degli eventi.

Voto: 7

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: