Euforia

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Euforia – Italia 2018 – di Valeria Golino

Drammatico – 115′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine andromedacinemas.it)

Matteo ed Ettore (Riccardo Scamarcio e Valerio Mastrandrea) sono fratelli che condividono poco della loro vita. Uno imprenditore di successo trasferitosi a Roma per lavoro, l’altro insegnante in una piccola  cittadella di provincia. Un grave imprevisto costringe i due ad avvicinarsi e a ricreare un legame forse mai esistito prima, la riscoperta dell’altro non può che rivelarsi una piacevole sorpresa. 

Dopo cinque anni da ‘MieleValeria Golino ritorna alla regia con ‘Euforia‘. Il suo secondo lungometraggio ha partecipato al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard nel maggio del 2018, riscontrando pareri positivi da parte della critica come era già successo con il suo precedente film. 

Euforia‘ nasce da una storia reale che ha toccato persone molto care alla Golino. Alle loro vicende private sono stati aggiunti spunti e idee che hanno indirizzato il film verso altre strade, rendendolo un prodotto politematico. La sceneggiatura, scritta dalla Golino con la collaborazione di Francesca Marciano, Valia Santella e Walter Siti, viene romanzata e riadattata in chiave contemporanea, prendendo in analisi tematiche ancora molto accese nel nostro Paese come la lotta tra le diverse classi sociali e l’omosessualità.

Sullo schermo la storia portante resta quella dei due uomini, all’apparenza così diversi ma al tempo stesso stranamente simili. I numerosi scontri servono a mostrare a sé stessi la propria natura, e solo rivedendosi con occhi maturi che riescono ad accettarsi per come sono realmente, nonostante i loro punti di vista spesso divergenti. Il loro rapporto infatti si riassetta solamente nel finale, stabilendo una nuova visione di fratellanza inaspettata da entrambe le parti.

La forza motrice dell’intera vicenda è la morte, una presenza ingombrante nella vita di ogni uomo. La paura che tutto possa finire da un momento all’altro regala ai protagonisti una voglia in più per andare avanti e non mollare la presa. Paradossalmente la presenza della morte dietro l’angolo serve a mantenere viva la narrazione, la stessa scelta era stata pensata in ‘Miele‘ anche se i due lavori non possono essere paragonabili perché analizzano una stessa tematica in maniera differente. 

Il tecnicismo che salta all’occhio è invece l’attenzione che Luca Merlini ha riposto nelle scenografie, ricercate e minuziosamente studiate su misura dei personaggi. La casa di Matteo è esuberante come il suo padrone, ricca di eccessi sia nei colori che negli arredi e povera di sensibilità, al suo interno non ci sono fotografie o oggetti personali significativi. Tutti i luoghi che occupa l’uomo sono eccentrici e vivacemente colorati, come la mostra interattiva o i locali notturni che frequenta abitualmente. Anche i suoi amici rispecchiano la sua personalità, spesso superficiali e incuranti di ciò che non li riguarda direttamente.

L’euforia, spiega la Golino, è una sensazione bella ma pericolosa, paragonabile a quella che coglie i subacquei quando sono immersi ad elevate profondità e si sentono pienamente felici e liberi. Ma per non perdersi nella profondità c’è bisogno di prendere un’immediata decisione, quella della risalita. Una scelta che ha la capacità e la responsabilità di interporre una connessione tra il mondo soggettivo e quello reale, in cui le persone possono vivere, incontrarsi ed instaurare legami.

Voto: 7

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