First Man – Il primo uomo

54650

First Man – Stati Uniti 2018 – di Damien Chazelle

Biografico/Drammatico/Storico – 141′

Scritto da Francesca Totaro (fonte immagine: comingsoon.it)

Neil Armstrong, astronauta e aviatore statunitense, entra a far parte della NASA nel 1962 prestandosi per diversi incarichi ufficiali a nome della Nazione. Qualche anno dopo Armstrong viene scelto come comandante per la missione Apollo 11, durante la quale si guadagna il titolo di primo uomo sulla Luna. 

First Man‘ è il quinto lungometraggio del regista Premio Oscar Damien Chazelle. Il trentatreenne statunitense veste per la prima volta i panni di produttore nella realizzazione della pellicola, presentata come film d’apertura alla 75° edizione del festival veneziano. Il lavoro riprende fedelmente gli avvenimenti citati nella biografia ufficiale intitolata ‘First Man: The Life of Neil A. Armstrong’ (2005) scritta da James R. Hansen. Inizialmente il progetto è stato commissionato a Clint Eastwood ma successivamente passò nelle mani di Chazelle.

La storia ha origine nel 1962, anno in cui Neil viene scelto come collaboratore civile dalla NASA. Nonostante la Prima Guerra Fredda sia finita da quasi un decennio, l’America sembra ancora amareggiata dal primato ricevuto dall’Unione Sovietica sul fronte dell’esplorazione spaziale. Il primo satellite artificiale sovietico nasce nel 1957 sotto il nome di Sputnik 1, gli altri lo seguirono rapidamente nel giro di pochi anni. L’idea della NASA è però molto più raffinata rispetto a quella dei sovietici. Il loro obiettivo è creare dei satelliti capaci di ospitare persone con lo scopo di poter amplificare l’esperienza legata all’esplorazione. Il loro sogno è arrivare sulla Luna. La rivalità tra le due potenze mondiali diventa sempre più aspra e l’America decide di dare una svolta definitiva investendo i propri capitali per la realizzazione del progetto lunare. La decisione scaturisce contrasti anche all’interno dei Stati Uniti, dando vita a delle vere e proprie rivolte contro la NASA.

Terrore, rabbia e soddisfazione sono i sentimenti predominanti nella narrazione. La scelta registica di Chazelle, di utilizzare numerosi primi e primissimi piani, richiede un grande sforzo agli interpreti che devono esprimere e trasmettere un’emozione solamente utilizzando i muscoli facciali. Occhi che hanno visto la morte e sono riusciti ad evitarla, occhi umidi di lacrime per il terrore di non poter riabbracciare più la persona amata e occhi bagnati di gioia concludono la storia. 

Il ritmo utilizzato per la scansione degli eventi risulta essere in alcuni tratti lento, in particolare nelle occasioni in cui viene privilegiato l’utilizzo della pellicola IMAX 70 millimetri, per soffermarsi sulle polveri disabitate del fondo lunare o per raffigurare vaste aree di arido deserto. In contrapposizione a questa lentezza però troviamo momenti di attività in cui subentra la macchina a mano, per inscenare i  dialoghi tra i protagonisti dando vita a delle inquadrature ‘sporche’.

I dettagli vengono utilizzati come filo conduttore tra un momento passato ed uno presente, rincarnano spesso dei flasback intimi del protagonista. Elemento che lega la sensibilità dello spettatore all’interiorità di Neil, diversamente difficile da celebrale per via del carattere cupo e solitario dell’uomo. 

La pellicola assume inoltre un aspetto estremamente realistico grazie al lavoro del direttore della fotografia Linus Sandren, che sceglie di rappresentare le ambientazioni con colori naturali senza alcuna alterazione cromatica. Pur essendo lo stesso ad essersi occupato della fotografia in ‘La La Land‘ (2016) le due pellicole si distanziano fortemente. Mentre il precedente lavoro di Chazelle è stato esaltato con colori brillanti e spesso dall’aspetto artificiale, al contrario in ‘First Man‘ i colori sono ridimensionati fino a renderli quasi superflui. Un elemento invece che le due pellicole condividono è il montaggio sonoro, diretto in entrambi i casi da Justin Hurwitz, con musiche ridondanti che accompagnano il viaggio interiore dei protagonisti dal principio fino al tanto ambito traguardo finale.

First Man‘ può essere considerato un colossal in quanto ha la capacità di narrare una storia drammatica sia sul piano verbale che su quello visivo. Idolatrando il mito americano, la pellicola è caratterizzata da ricche sfumature legate a tematiche storico-politiche, che ancora risultano essere radicate nello scenario mondiale. 

Voto: 8

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: