Terraferma

terrafermaItalia 2011 – di Emanuele Crialese – drammatico – 88′Scritto da Giulia Bramati (fonte immagine: imdb.com)

La vita di una famiglia di Lampedusa viene sconvolta dall’arrivo di un barcone di clandestini: il più anziano della famiglia, infatti, salva alcuni uomini in mezzo al mare e decide di aiutare una donna incinta e il suo bambino, nascondendola in casa della nuora.

Le dure e disumane leggi italiane in materia di immigrazione diventano un film grazie all’interesse del regista Emanuele Crialese nei confronti di questo argomento politico. Lampedusa è una piccola isola del Mediterraneo, punto di approdo di molte navi di clandestini provenienti dall’Africa. Negli ultimi anni, numerosi uomini, donne e bambini hanno affrontato ore di viaggio in barconi poco sicuri, con la speranza di raggiungere un Paese migliore dove poter vivere e, una volta approdati, hanno trovato la crudezza e l’indifferenza del governo e del popolo italiano, che li ha rimandati a destinazione. Crialese si dimostra sensibile nei confronti di questa questione sociale, denunciando la disumanità che molti italiani dimostrano verso esseri umani provati da una vita di stenti e di sofferenze.

Il regista, però, sceglie come personaggio chiave del film un vecchio pescatore, che, nel momento in cui avvista un gruppo di clandestini in balia delle onde, preferisce seguire le regole del mare e salvarli, piuttosto che attendere l’arrivo della guardia costiera, come intimato dalla legge: “io gente a mare non ne ho lasciata mai”. Questa azione gli costa il sequestro della barca e dunque la rovina per il suo mestiere. Anche gli altri vecchi pescatori si dimostrano solidali con lui; lo scontro, invece, si verifica durante il confronto con le nuove generazioni, che preferiscono disinteressarsi delle sorti degli immigrati per seguire le leggi italiane. Il figlio del vecchio pescatore, interpretato da un bravo Beppe Fiorello, mente davanti ai turisti sulla veridicità degli sbarchi dei clandestini sull’isola, perché teme il loro allontanamento e dunque una carenza lavorativa; nasce così una comparazione tra gli immigrati, che raggiungono a fatica l’Italia, mettendo a repentaglio la propria vita, e i turisti, impegnati a divertirsi e a godersi le vacanze, incuranti di quanto succede attorno a loro. Questo punto è una chiara denuncia nei confronti del governo Berlusconi, che ha invano tentato di affossare il problema immigrazione, spingendo gli italiani ad andare in vacanza a Lampedusa. Un ruolo chiave è interpretato da Donatella Finocchiaro, siciliana di nascita, dimostra ancora una volta di essere una bravissima attrice.

Il regista omaggia la terra d’origine dei suoi genitori, inserendo nel lungometraggio lunghe inquadrature del mare, soprattutto nella parte iniziale del film, dove l’anziano protagonista si cimenta nella pesca. Crialese realizza una pellicola molto coraggiosa, che potrebbe ambire a qualche premio alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

Voto: 9

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