I REC U

i rec uItalia 2012 – di Federico Sfascia – horror – 116′Scritto da Giulia Bramati (fonte immagine: imdb.com)

Neve è un ragazzino con un problema alla vista, che non gli permette di vedere il volto delle donne che incontra. Il dottor Therieux, però, inventa un paio di occhiali collegati ad una telecamera in grado di aggiustare questo difetto ottico. La vita di Neve procede tra un tentativo di suicidio e l’altro, finché non conosce Penelope, l’unica ragazza di cui riesce a vedere il volto senza le sua speciale lente.

“La vita è una pessima sceneggiatrice di storie d’amore”

Vedere il mondo attraverso l’occhio di una telecamera. È quello che accade a Neve, protagonista del sorprendete film I rec U, opera seconda del regista Federico Sfascia. Nelle prime scene del film, Neve – ancora bambino – si sofferma a guardare un film in VHS: durante la visione di questo nastro, si verifica un terribile incidente, che causa un difetto ottico al bambino: Neve non riesce più a mettere a fuoco i volti delle donne che si ritrova di fronte. Grazie all’intervento del dottor Therieux, interpretato da Terry Gilliam (che ha creduto nel talento del giovane regista umbro), Neve raggira il problema e utilizza una telecamera collegata ai suoi occhiali, che gli permette di vedere la realtà. Sin dall’inizio, dunque, la dimensione metacinematografica prende il sopravvento, in un crescendo di citazioni, rimandi e situazioni che celebrano un cinema di genere tanto caro a Federico Sfascia.

All’interno di questa realtà altra, si inseriscono i temi della passione e dell’amore, magistralmente demitizzati con stuzzicante ironia: il regista – che è anche sceneggiatore – gioca sul contrasto tra realtà e finzione filmica, ricordando costantemente ai suoi personaggi che dopo i titoli di coda c’è la vita. La dimensione sentimentale è affrontata, infatti, in modo assolutamente originale: i personaggi vivono situazioni ordinarie in ambito cinematografico, ma le filtrano attraverso un velo di cinismo che le rende uni- che. Neve si innamora regolarmente di ragazze che non dimostrano un minimo di considerazione nei suoi confronti; le sconfitte in campo sentimentale causano numerosi tentativi di suicidio da parte del protagonista, che si risolvono sempre, però, con un lieto fine.

Il fratello di Neve, un ruspante chitarrista, propone al ragazzo la sua filosofia di vita, certamente poco romantica, ma assolutamente condivisibile nel contesto filmico: “morire per amore? Vivere senza mi sembra una scelta più ragionevole e meno definitiva”. Questo cinismo è destinato a farsi da parte, quando si innestano le storie d’amore tra il fratello e Faustine, sveglia professoressa di Neve – interpretata da Federica Bertolani – e soprattutto tra Neve e Penelope, la sola ragazza che egli riesce a vedere a fuoco senza la sua preziosa telecamera. La precoce morte di Penelope porta il ragazzo a tentare una strada soprannaturale per riportarla in vita. Ed è qui che inizia la parte più sorprendente e fantascientifica del film: grazie ad un rito, Neve, suo fratello e Faustine vengono trasportati in una dimensione onirica, dove un mostro con tenta- coli formati da pellicole cinematografiche tiene in ostaggio Penelope. Lo spettatore assiste ad un crescendo ritmico di passato, presente, memoria e fantasia, il tutto rappresentato con un gusto estetico impeccabile. Le scelte cromatiche riconducono ad una dimensione diabolica, accentuata dall’uso di inquadrature anticonvenzionali, tendenti al taglio fumettistico.

Sfascia ha scelto per il ruolo di Neve un giovane attore esordiente di Foligno, Lorenzo Porzi, i cui lineamenti ricordano Sylvester Stallone. E non è un caso, dato che il protagonista indossa per tutto il lungometraggio una maglietta del film “Rocky” e nella sua camera ci sono numerosi rimandi alla saga del celebre pugile.

La colonna sonora, composta da Alberto Masoni, regala un piacevole ritmo al film.

Il film è stato prodotto dal regista e da alcune case di produzioni indipendenti, tra cui “I Licaoni”. Ancora, purtroppo, non gode di una distribuzione. La speranza più consistente è riposta nei festival, che potranno dare visibilità a questo bellissimo film, che dimostra che l’Italia è ancora ricca di talenti da scoprire.

Voto: 8

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