All’ultima spiaggia

all'ultima spiaggiaItalia 2012 – di Gianluca Ansanelli – commedia – 94′Scritto da Giulia Bramati (fonte immagine: imdb.com)

Una coppia omosessuale che vuole avere un bambino, una guardia giurata che rapina la banca in cui lavora, un uomo che scopre un segreto su sua moglie, un imprenditore emiliano che si ritrova a Napoli per lavoro. Questi sono i protagonisti di quattro storie, accomunate dalla disperazione, in un’Italia sempre più in crisi.

Il film a episodi sembra essere la scelta più gettonata dagli sceneggiatori italiani degli ultimi anni; dopo il grande successo di pubblico di Manuale d’amore di Giovanni Veronesi, uno dei più antichi espedienti del cinema è tornato in voga. L’ultima pellicola nostrana che presenta questo schema è All’ultima spiaggia, opera prima del regista napoletano Gianluca  Ansanelli, che si è avvalso perlopiù dell’interpretazione di diversi comici che provengono da un background televisivo. Il tema che lega i quattro episodi del film è la disperazione dei protagonisti per le vicende in cui si trovano coinvolti, che li spinge a partecipare ad un nuovo reality show intitolato appunto All’ultima spiaggia. Alle selezioni per il nuovo programma televisivo giungono centinaia di disperati provenienti da tutta Italia.

Il film cerca di trattare tematiche impegnative – dalla crisi economica, alla crisi sociale, fino alla crisi personale – che però sono inserite in un contesto farsesco, che non ne consente un’analisi seria e approfondita. Il rischio di affrontare troppe problematiche differenti tra di loro è quello di cadere nella superficialità. Gli episodi presi singolarmente sono divertenti a livello di intrattenimento, ma la pretesa del film di essere uno spunto di riflessione sulla crisi della nostra epoca è assolutamente fuori luogo.

Protagonisti della prima parte della commedia sono Nicole GrimaudoDario Bandiera e Paola Minaccioni, per la seconda volta insieme dopo Baciato dalla fortuna di Paolo Costella. Le due donne interpretano una coppia di fatto che decide di avere un bambino, chiedendo aiuto all’ex fidanzato di una di loro. La simpatia di Bandiera è sicuramente il punto forte dell’episodio, che si rivela però piuttosto banale, riscattandosi soltanto nel finale.

Il secondo episodio si focalizza sulla crisi economica: la guardia giurata di una banca, non riuscendo ad ottenere un mutuo, decide di rapinare il suo luogo di lavoro con l’aiuto di due complici poco organizzati. All’interno della banca, però, è già in corso una rapina. Il regista, oltre a citare esplicitamente il film Le iene di Quentin Tarantino attraverso l’utilizzo degli pseudonimi mr Black e mr Pink, si rifà alla trama de Le regole della truffa di Rob Minkoff. Sebbene l’intento di denunciare la difficoltà di ottenere un mutuo ai nostri tempi sia nobile, la realizzazione si rivela piuttosto piatta.

Il terzo episodio ha un soggetto da soap opera: un uomo sposa una giovane e attraente donna originaria di Santo Domingo; qualche tempo dopo, due suoi amici scoprono che la donna nasconde un passato da attrice pornografica. La tematica scelta non può essere messa sullo stesso piano di quelle degli altri episodi, che, sebbene siano affrontate in modo discutibile, sono perlomeno un oggetto più credibile di disperazione.

Ivano Marescotti e Carmine Faraco salvano le sorti dell’ultimo episodio, che sembra però essere un riassunto della versione italiana di Giù al nord di Dany Boon.

Nell’ultimo decennio i comici italiani sembrano aver dimenticato il loro vero ruolo: si improvvisano attori, politici o presentatori televisivi, dimenticando la radice storica del loro antico mestiere, il contatto diretto con il pubblico. All’ultima spiaggia si prefigge il compito di parlare dei disagi degli italiani di oggi, ma dimentica di trattare disoccupazione, problemi della famiglia, immigrazione, tagli ai servizi pubblici: il regista si limita ad offrire brevissimi sketch stereotipati tra un episodio e quello successivo, dove giovani senza speranze, insegnanti senza lavoro, omosessuali discriminati, poliziotti disperati denunciano i loro problemi. Uno spazio decisamente troppo limitato per poter spacciare la pellicola per un film-denuncia.

È un film di intrattenimento, che suscita certamente qualche risata, ma non smuove alcuna riflessione nello spettatore.

Voto: 4

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