Polska Love Serenade

polska love serenadeGermania 2008 – di Monika Anna Wojtyllo – commedia – 75′Scritto da Giulia Bramati (fonte immagine: imdb.com)

Alla vigilia di Natale, la giovane tedesca Anna si ritrova in un bizzarro pub polacco, nell’attesa che qualcuno rubi la sua vecchia automobile per ricevere un risarcimento dall’assicurazione. Quando Max la incontra, la convince ad intraprendere un viaggio con lui. Il suolo polacco è stato conteso per decenni dagli stati confinanti; fortunatamente la cultura non ha risentito delle numerose invasioni, ma anzi ha mantenuto le sue tradizioni, coltivando dissenso nei confronti del nemico.

Il bizarro film Polska Love Serenade esagera nel mostrare i luoghi comuni della cultura polacca, vista attraverso gli occhi di due giovani tedeschi, che – a loro volta – incarnano appieno gli stereotipi della Germania. Il viaggio di Anna e Max ha inizio quando i due si incontrano in un pub sul confine tedesco-polacco, gestito da una donna un po’ folle, che offre vodka come alternativa al riscaldamento guasto. Questa barista rappresenta il primo di una serie di personaggi ambigui, il cui ruolo non è ben spiegato nel corso del film, ma che rendono la trama davvero gradevole.

A bordo della vecchia automobile, Anna e Max si scontrano con la realtà polacca durante le feste natalizie: tutti i personaggi che incontrano lungo il viaggio hanno un forte attaccamento nei confronti della famiglia e della tradizione, dimostrano un grande senso di ospitalità – anche quando l’ospite è di nazionalità tedesca -, e sono molto affezionati alla vodka. La regista Monika Anna Wojtyllo ha voluto sottolineare molto quest’ultimo concetto: il titolo che appare all’inizio del film è infatti “Vodka love Serenade”, per poi essere sostituito dal reale titolo della pellicola.

Altra tematica fondamentale nel film è il forte radicamento della religione cattolica in Polonia: l’intero percorso compiuto da Anna e Max è arricchito da cappelle e stazioni religiose, che rappresentano una sorta di horror vacui nelle inquadrature. Il tema religioso culmina con l’incontro finale con un prete, che funge da interprete durante una discussione tra Max e una famiglia polacca, traducendo volontariamente l’opposto di quello che i personaggi dicono. Non manca la manifestazione di gioia per l’ingresso della Polonia nell’U- nione Europea: il finale del film – dove i due protagonisti vengono incoro- nati da due aureole composte dalle stelle dell’Unione Europea – è decisamente eloquente.

La regista conosce bene la realtà polacca: fino al 1983 ha vissuto in Polonia, per poi trasferirsi con la famiglia in Germania. Polska Love Serenade è il suo film di diploma, girato alla HFF Konrad Wolf di Babelsberg. Le inquadrature sono perlopiù sperimentali: spesso la telecamera è posizionata in postazioni anomale, che creano un senso di ambiguità, già molto marcato dalle scenografie scelte da Peter Wolf. La fotografia di Dennis Pauls cura il dettaglio: fin dalle prime scene, l’interesse per alcuni oggetti è evidente; un esempio sono le sculture di legno realizzate da un personaggio molto presente nel film, di cui non si vede mai il volto e di cui non si comprende il ruolo all’interno della pellicola.

Sebbene il film possa sembrare molto strano, è in realtà una pellicola piacevole, che racconta una realtà ancora sconosciuta in Europa.

Voto: 7

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