Precious

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Precious – Stati Uniti 2009 – Lee Daniels

Drammatico – 110′

Scritto da Giulia Coccovilli (fonte immagine: imdb.com)

Claireece “Precious” Jones ha 16 anni, è obesa e incinta del proprio padre per la seconda volta. Sola e vittima di continue violenze, incontrerà qualcuno di cui fidarsi.

Tratto dal romanzo “Push” di Sapphire e diretto da Lee Daniels, “Precious” è un film importante, necessario. E’ un’opera di denuncia sociale, che ci apre uno scorcio infernale sulla vita di una ragazza che diventa icona di un mondo degradato, malato e violento da cui però ci si può riscattare, con la speranza, la forza, la dignità e la fiducia in sè stessi.

Fin dai primi minuti del film ci attira una forza magnetica proveniente da Precious, interpretata dalla strabiliante esordiente Gabourey “Gabby” Sidibe. Una fisicità scultorea, insolita, espressiva, drammatica.

Precious non ride mai se non nella sua fantasia, che utilizza per sfuggire al’incubo della realtà. Proprio nei momenti di massima drammaticità, provocati o dagli stupri del padre o dalla violenza fisica e verbale della madre, Precious fugge in sogni glitterati, dove lei è diva del cinema o della musica; capelli lunghi e lisci, pellicce, vestiti da sera, ragazzi modelli che cadono ai suoi piedi come anche tutti gli altri. Sogni di una comune ragazzina di quell’età, la cui massima aspirazione sarebbe proprio quella di essere fa- mosa, di andare in televisione, al cinema, dappertutto purchè sotto gli occhi adoranti degli altri. E tutto ciò potrebbe essere banale, degradante, ma tale realtà è raccontata in questo caso come una via di fuga ingenua, tenera, che dà attimi di felicità, seppur effimera. Precious è una vittima che si racconta senza vittimismi, con poche lacrime, poche parole dette agli altri, rari istinti aggressivi. Precious è energia allo stato puro, un’energia compressa, che contagia silenziosamente.

Gabby Sidibe è stata una conquista arrivata dopo un numero infinito di provini. Gabby riesce ad interpretare magistralmente una Precious dei sogni, femminile, adolescente, sorridente, che danza in maniera sensuale, ma dà il corpo e l’anima anche e soprattutto alla Precious donna, ovunque vittima: per strada viene derisa e aggredita dai ragazzi di Harlem, in casa violentata dal padre e soggetta ai continui soprusi della madre che non fa altro che chiamarla troia, culo grasso, rinfacciarle di essersi scopata il suo uomo, darle della fallita fino a minacciarla di morte. Precious riceve continui colpi alle spalle ma poi si rialza a va avanti con dignità. Ad un certo punto poi vediamo Precious che guarda con aria assente la televisione in compagnia della madre; ebbene, la televisione trasmette il film “La Ciociara” di V. De Sica, un’opera di atroce drammaticità che inaspettatamente fa da specchio alla condizione di Precious.

Bersaglio di sentiti elogi non è soltanto Gabby ma anche la straordinaria Mo’Nique, vincitrice nel 2010 del Premio Oscar come miglior attrice non protagonista. Mo’Nique, nelle vesti di Mary (madre di Precious) è estrema nella sua cattiveria tanto da aver dichiarato di sentire in alcuni momenti di lavoro la necessità di uscire dal personaggio per quanto fosse eccessivo, tutto troppo emotivamente violento. Ma la forza del suo personaggio sta proprio in questo, in questa violenza senza limiti che va oltre il cliché della madre che guarda da lontano la figlia violentata dal padre e cerca di ignorare il grave problema. Mary invece rinfaccia continuamente alla figlia di essersi scopata suo marito e la odia per questo. Mary dice alla figlia che è tutta colpa sua, che è una troia.

E’ incredibile poi come la forza dei personaggi non si fermi soltanto ai ruoli preminenti. Anche tutti gli altri sono ritratti profondi, mai scontati. Basti pensare alla bellissima Ms. Rain, alle spassosissime compagne di scuola (quella “alternativa”) di Precious, tutte scelte benissimo. Un po’ meno convincente forse Mariah Carey, mentre decisamente divertente Lenny Kravitz nel ruolo dell’infermiere.

Nel complesso Precious è un film coraggioso, libero, diretto. Un risultato così brillante è dovuto in gran parte anche a Geoffrey Fletcher, vincitore del premio Oscar come miglior sceneggiatura non originale. La sceneggiatura di Precious è asciutta, essenziale, equilibrata, non ci sono mai momenti di stallo e quando si arriva al culmine della drammaticità, i sogni di Precious ci permettono di riprendere fiato.

Precious è un film soprattutto “for precious girls everywhere“, e cioè per tutte quelle ragazze che si immedesimano in Precious e alle quali ci si augura che questo film possa dare la speranza e la forza di andare avanti.

Voto: 8

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